“Kimíya – Il Viaggio” al Teatro Forma di Bari

Posted on by Antonio Curci

Pino Mazzarano e Peppe Fortunato presentano il loro ultimo disco: jazz, rock e world music, ma soprattutto il piacere puro della melodia. Con loro sul palco Javier Girotto, Sonia Addario, Marco Siniscalco, Mimmo Campanale

 
Venerdì 17 novembre, alle 21, al Teatro Forma di Bari (via Fanelli 226/1), i musicisti Pino Mazzarano (chitarre) e Peppe Fortunato (tastiere), riuniti nel nome di «Kimíya», npresenteranno il loro ultimo disco, intitolato «Il Viaggio», prodotto e distribuito da Terre Sommerse, un album che strizza l’occhio al jazz, al rock e alla world music, ma soprattutto al piacere puro della melodia, che caratterizza ogni brano con i suoi riverberi, gli assoli, le improvvisazioni. Con loro saliranno sul palco altri prestigiosi musicisti presenti nel disco: Javier Girotto (sax soprano), Sonia Addario (vocalist), Marco Siniscalco (basso), Mimmo Campanale (batteria)
Kimíya (“Alchimia” in arabo e persiano) è un termine che suggerisce un senso di apertura verso il mondo che non presuppone fermate. Anzi, ogni brano dell’album è una “stazione” del ritmo in cui ogni strumento musicale diventa un mezzo di trasporto immaginifico e poetico. È una delle chiavi di lettura del meraviglioso lavoro realizzato da Mazzarano e Fortunato, che nel disco hanno inciso tutti i brani insieme a Marco Siniscalco, Mimmo Campanale e Javier Girotto. Un titolo come «Il viaggio» non identifica solo la straordinaria sensibilità inquieta di musicisti sempre in cerca di una scintilla; esprime altresì una geografia sonora piacevolmente irregolare, fuori dalle righe, con una pulsazione non predefinita. È così che i cinque brani originali composti da Mazzarano e Fortunato (Il viaggio, Orient Express, Your Land, Nena e Wilde) risultano brani in cui l’alchimia sonora fra gli strumenti disegna un timbro accattivante e dolce, ed al tempo stesso energico e vitale. C’è il bagaglio completo di musicisti abituati a dialogare a tu per tu, con un DNA “mediterraneo” nel suono che buca l’ascolto ad ogni battuta.
L’essenza del disco è poi sublimata da quattro magnifiche cover di altrettanti capolavori, in una visione nuova e di grande pregio armonico: sono A Thousand Years di Sting(struggente e malinconica), Infant Eyes di Wayne Shorter (energia ‘django’ e chitarre distorte), Ida Lupino di Carla Bley (grande charme sonoro) e Out of Control dei Rolling Stones (nel disco con l’intrigante voce di un’ispiratissima Sonia Addario). Brani diversissimi l’uno dall’altro, ma tasselli da non perdere di un viaggio che sorprende a ogni tappa. Perché, in fondo, aveva ragione Charles Baudelaire: se i desideri dei viaggiatori «hanno la forma delle nuvole», quelli del gruppo Kimíya hanno la forma di note musicali, cuori leggeri che s’allontanano come palloni. Sta all’ascoltatore non perderli di vista, affinché l’alchimia dell’ascolto si riveli magica ogni volta.
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