Attualità

La beneficenza va ripagata con i lavori socialmente utili

La beneficenza è un atto di grande generosità, ma il gesto sarebbe ancora più nobile se i beneficiari ricambiassero con la disponibilità a svolgere lavori socialmente utili.
Quello che ha fatto però l’elemosiniere del Papa potrebbe creare particolare risentimento dalle tante famiglie che vivono in locali angusti, umidi, che sono note agli uffici dell’assistenza sociale che conosce perfettamente le condizioni di vita proibitive dal punto di vista della salute in cui versa tanta povera gente. 350 mila euro, una somma ingente che avrebbe risolto le gravi necessità di chi vive nelle periferie abbandonate, degli sfrattati, che non riesce ad avere una casa degna di questo nome. Troppo comodo occupare uno stabile da abusivo e arrangiarsi alla meglio, ma poi mangiano? Cucinano? Hanno le loro auto per le quali pagheranno assicurazioni e bollo di circolazione. Gli assistenti sociali sapevano? Esistono relazioni sullo stato di disagio delle famiglie. Da quanti anni vivevano in quello stato utilizzando la corrente che non pagavano? Aver risolto momentaneamente una criticità in questo modo crea un brutto precedente perché sicuramente ce ne saranno altri.

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