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La Corte Costituzionale boccia la legge sulla partecipazione Puglia

“Fummo facili profeti quando avvertimmo Emiliano dei numerosi punti incostituzionali presenti in una legge che era già abbastanza retorica e demagogica nell’approccio. Ed oggi, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittime alcune parti della legge n.28/17, in particolare quelle che stabiliscono che il dibattito pubblico debba svolgersi su alcune tipologie di opere nazionali”. Lo dichiara il presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia, Nino Marmo. 
“Come poteva pensare Emiliano – aggiunge – che fosse costituzionale esorbitare dalle proprie competenze in modo tanto palese, stabilendo modalità procedurali per questioni di rilevanza nazionale? Sono stati ritenuti illegittimi i commi 2 e 5 dell’art 7 della legge, infatti, che riguardano materie come le infrastrutture, gli elettrodotti, porti e aeroporti, reti di radiocomunicazione, trivellazioni. La Consulta ha esibito il cartellino rosso su queste norme, ma è l’intera legge a rasentare il ridicolo, a sventolare manifesti ideologici inutili ed improduttivi, che rallenterebbero la già ingessata macchina amministrativa. Peraltro, non è la natura pubblica del dibattito a conferire alle Regioni quella auspicata competenza in talune materie affinché si possa addivenire a decisioni senza mortificare la volontà delle comunità locali”. 
“In sostanza – conclude Marmo – oggi la legge di Emiliano si traduce, alla luce della sentenza della Corte, in una mera elencazione di principi”. 

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