La scala mobile di Roma come metafora del disastro italiano

Posted on by Lucio Marengo

 

Il crollo strutturale della scala mobile della stazione della metro “Repubblica” a Roma ripropone il tema della estrema farraginosità e insipienza delle autorità, in tema di controlli. La sindaca di Roma si è ovviamente subito affrettata ad incolpare del disastro, che ha coinvolto 24 persone, le esuberanze dei tifosi del Cska di Mosca, ieri a Roma per la partita. Come al solito per la pentastellata la colpa è degli altri. Lei come nel caso della vicenda del suo ex braccio destro Marra coinvolto nel processo alla Raggi per abuso di ufficio, non c’entra. Al di là di questa brutta vicenda lo stato di degrado della Capitale è sotto gli occhi di tutti. Possiamo dire che Roma è in totale stato di abbandono? Non si tratta solo delle buche che hanno causato decine di incidenti anche gravi, ma delle pulizie delle strade, degli abusivi e dei clandestini che avvelenano la vita dei cittadini. Il caso della sedicenne Desirè  trovata morta nel quartiere San Lorenzo  nel cuore di Roma, a quanto pare drogata a forza lei che non era tossicodipendente e violentata a morte dal branco di sbandati extracomunitari, è solo la punta dell’iceberg. Il palazzo fantasma nel quale la povera ragazza è stata trovata è uno dei tanti rifugi per spacciatori e disperati che si trova in uno stato di totale abbandono nel pieno centro di Roma. A quanto pare tutti sapevano cosa succedesse là dentro ma nessuno ha alzato un dito per effettuare controlli. Come nel caso dei tifosi russi, le autorità diranno che Desirè non avrebbe dovuto avventurarsi in quel brutto posto per recuperare il tablet che le era stato rubato. In effetti non avrebbe dovuto farlo, ma a sedici anni eravamo tutti degli incoscienti. I casi di mala gestio delle autorità preposte e la davvero esagerata tolleranza nei confronti di questi scippatori e spacciatori perfettamente saldati alla malavita locale, ormai diventati padroni delle nostre città,  ammorbano l’essenza stessa della nostra vita. La tolleranza zero è dunque solo un ricordo? Cosa si aspetta ad esempio ad intimare ai proprietari di questi immobili fatiscenti la sistemazione ovvero la demolizione coatta? E torniamo alla questione dei controlli e alle leggi che ormai sono tutte contro di noi cittadini e le procure si preoccupano di impiegare decine e decine di finanzieri e carabinieri solo per perseguire gli amministratori di società, banche o associazioni sportive in odore di bancarotta per i quali invece, la tolleranza è zero. Serve davvero un colpo di reni della società civile che deve scandalizzarsi non per un condono fiscale asseritamente troppo favorevole agli evasori (ma in questo caos nazionale hanno proprio torto…??) ma chiedere leggi speciali perché la misura è davvero colma.

                                                                                         B.B.

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