La vergogna delle ferrovie del Sud Est e l’assoluta incompetenza dei manager

Posted on by Lucio Marengo

ATR 220-019 delle Ferrovie del Sud-Est a Nardo’

Una storia intricata quella della fine delle Ferrovie del Sud Est che ci ha costretti ad una ricerca non facile per venire a capo di una vicenda che si ripercuoterà sui trasporti pugliesi, ma ci auguriamo che questa volta la magistratura non lasci trascorrere tempo prezioso. Abbiamo ricevuto questa ennesima di questa lunga telenovela che pubblichiamo volentieri perchè è una interpretazione di fatti avvenuti e contenuti negli atti giudiziari.

Abbiamo scritto in un lungo e in largo, e davvero non era difficile capirlo, che i nuovi padroni delle Fse avrebbero arraffato quel che rimaneva di quel ricco contratto di servizio con la regione e poi che si sarebbero infischiati degli utenti. Perché spesso e volentieri così fa la controllata Trenitalia. Basta leggere Anche oggi le cronache regionali di come (non) funzionino i servizi ferroviari, specie appunto quelli locali. Quando quel “genio” dell’ex commissario Viero aveva preconizzato per le Fse un destino comune con Ferrovie dello Stato «Mi viene da dire che è un matrimonio scritto in cielo…» le aveva già condannate. Durante la conferenza stampa nella quale annunciò con la solita spocchia “il matrimonio”, il professore si spese dicendo che «Ferrovie dello Stato sarebbe veramente la soluzione di ogni problema, nel senso che essendoci la necessità di un rinnovo del parco rotabile, autobus, tecnologie per la gestione della rete, è chiaro che nessun soggetto quanto Fsi sarebbe in grado di garantire un’accelerazione nel processo di innalzamento della qualità del sevizio di Fse. Comunque, nel 2021 scadrà la concessione e chi si vuole fare avanti lo farà nei modi più opportuni, ma in questo momento non mi sembra che ci siano alternative alla fusione, anche perché non ci siamo con i tempi necessari per salvare Fse». Ecco qua. La frittata era fatta. Da buon boiardo e da cattivo manager, in quattro e quattr’otto aveva obbedito al suo signore-padrone Delrio che lì lo aveva mandato per fare piazza pulita, uccidendo le nostre ferrovie. Non tenendo in conto che più e più volte la vecchia gestione aveva richiesto invano l’intervento della mano pubblica proprio per ottenere tutte quelle tecnologie e quei mezzi adeguati di cui il bravo Viero vagheggiava. Aiuti che non solo non sono mai arrivati (…e che non arrivano) ma anzi il ministero all’epoca non aveva manco pagato i crediti che le sud-est vantavano per avere già anticipato alcune somme ai fornitori, indebitandosi logicamente col sistema bancario. Con la benedizione del ministero e dei sindaci. Gli stessi che adesso sono lì col ditino alzato ad indicare quanto scellerato sia stato un certo dirigente. Ma la schizofrenia di un Paese o meglio di una certa classe politica viene qui dimostrata dal fatto che il proprietario di una società (ministero dei trasporti) non pagando i debiti e non investendo nella sua società (le Sud est) le abbia condannate al fallimento. Ma invece che dolersi della propria incapacità, e di pagarne il fio, il ministero invia le Sturmtruppen a Bari. Arriva Viero, il big boss dell’Iren, quello già condannato due volte dalla corte dei conti e coinvolto in altre faccenduole giudiziarie quando Delrio era sindaco di Reggio Emilia, cittadina emiliana famosa per l’infiltrazione nei suoi gangli con ambienti che avrebbero dovuto essere verficati. A Viero non interessava affatto guidare il rilancio delle Sud est (e forse non interessa neanche all’attuale ad Mentasti). A Viero dopo la brutta figura fatta in tv dal “suo” Delrio, importava solo addossare tutte le colpe a Fiorillo. Viero, impegnato a farsi spazio in Fincantieri, dove è stato assunto come responsabile del “business development”, affida l’incarico di killer ad una società di revisione americana a lui molto vicina, nota in Italia soprattutto per lo scandalo del Trento Rise e del suicidio di uno dei dirigenti della regione trentina. I revisori di sicuro imbeccati da Viero, incuranti di riportare fedelmente i dati e senza avere interloquito coi sospettati di malaffare, redigono alla bell’e meglio -utilizzando i dati preparati dalla più fatiscente delle contabilità nazionali, quella delle Sud est – la famosa “due diligence” cioè quel prospetto ad usum delphini che verrà poi fatto recapitare alla procura della repubblica di Bari. Che per effetto dell’obbligo dell’azione penale, si sta dando da fare per verificare se effettivamente vi siano le prove della bancarotta fraudolenta per la quale Fiorillo & c. sono indagati. Nel frattempo l’estensore del documento al veleno in premio per tanto lavoro, è stato nominato direttore amministrativo e finanziario. Per Viero si possono solo usare le parole di Winston Churchill «Monsieur, Vous avez eu à choisir entre la guerre et le déshonneur, Vous avez choisi le déshonneur, Vous aurez la guerre!». (traduzione: Signore, lei ha avuto la possibilità di scegliere tra la guerra e il disonore, lei ha scelto il disonore, e dunque avrà la guerra!). Speriamo che qualcuno faccia davvero la guerra a questo signore che, complice il governo, ha distrutto fin dalle radici la più importante ferrovia nazionale regalandola a FSI in danno agli utenti e ai creditori. Davvero ci auguriamo che le attuali FSE falliscano ed arrivi una nuova proprietà ed un nuovo management serio e capace. Per intanto cari concittadini, se volete essere certi di arrivare, usate i mezzi privati…

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