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L’altra”campana” nella vicenda Sud Est. Da Viero una lezione di contabilità

Andrea Viero (Direttore generale Regione FVG) nel corso della riunione di concertazione sul Bilancio 2005, a Trieste. (Trieste 09/11/04)

Riceviamo e pubblichiamo

Dall’ex Professore Viero, una lezioncina di contabilità per le Ferrovie del Sud Est

Tutti ieri 19 marzo 2019 erano in attesa di sentire il verbo dalla viva voce di Viero, il terminator di Marostica (a proposito, non è più Professore, come da lui candidamente ammesso) che torreggiava – è il caso di dirlo – sullo scranno dei testimoni, con il ghigno di «chi sa». Ma poi cosa diavolo può mai sapere questo signore che ha di fatto riportato in Aula ciò che la Deloitte pensa di avere scoperto? Viero infatti ha ammesso di essersi imbattuto in un gioco più grande di lui quando accettò l’incarico di commissario dall’amico Delrio (lo ha definito proprio così, amico, il che dimostra che l’essere amico di qualcuno non è ancora un delitto…). Stranamente, oggi la stampa locale, in uno stringato resoconto dell’udienza, omette di riferire che il contro interrogatorio delle difese sia già iniziato e che Viero (a cui il quotidiano deve profonda gratitudine per le news e la pubblicità fatta al libro sui fatti delle Sudest) è stato “bombardato” ieri dalle incalzanti domande sul preteso stato di insolvenza che sarebbe derivato dalle asserite falsificazioni dei bilanci. Sollecitato dai difensori di quelli che ha contribuito a fare arrestare, Viero ha raccontato ciò che pare essere la verità più comoda per la Regione (che a quanto pare lui continua a omettere definendo la gestione Fiorillo addirittura “un puzzle impazzito”, spiegando le regole scolastiche che sovrintendono alla contabilità analitica, la cui mancanza, pare sia più grave del non avere provveduto ad incassare i crediti afferenti la rivalutazione del contratto di servizio anche per le annualità successive e fino al 2021.  Poiché non è la prima volta che Viero si lascia andare a personali apprezzamenti denigratori sulla tenuta della contabilità in Sudest, sarà interessante sentire cosa diranno sul punto i super pagati direttori finanziari Porcelli e Maggiore e il Collegio sindacale della Sudest, composto da autorevolissimi alti dirigenti dello Stato e della Corte dei Conti, che per anni e anni avrebbero avallato questa, presunta, dissennata gestione contabile e finanziaria, senza mai nulla segnalare ed eccepire. E riteniamo che tali autorevoli contributi non mancheranno di certo nel corso del processo.  Fatto sta che i crediti ingenti di Sudest, non fatti valere da Deloitte (Viero avrà citato ieri la Deloitte almeno 50 volte…) sono stati declassati al rango di spazzatura, il tutto in palese danno dei creditori della società. Il terminator di Marostica ha dichiarato, candidamente (e dovremmo dire, imprudentemente) di non avere speso neanche un minuto per verificare la natura di quei crediti (verso Regione e Ministero), invocati invece da Fiorillo e cosa più grave, di non avere neppure esaminato i bilanci degli anni precedenti. Né si è interessato di quanto il collegio sindacale avesse sul punto asseverato. Insomma, se ne è fregato, forse perché questa attività non coincideva con il mandato ricevuto…, che era poi quello di azzerare brutalmente tutto ciò che era stato fatto in precedenza, preferendo assumere così un ruolo di mero esecutore di ordini superiori, piuttosto che da buon Bocconiano, ristrutturare l’azienda. Viero ha risposto alle sempre più incalzanti domande cercando di aggirare, con lombardoveneta spocchia, le domande più insidiose, quelle riguardanti cioè i finanziamenti europei sei quali la Regione sistematicamente non ha inteso ammettere a rendicontazione le spese generali dei lavori, insistendo sul fatto che la FSE sia Pubblica Amministrazione, dimenticando o meglio non considerando, quanto già sancito dalla Cassazione Sezione Unite circa la natura privatistica di FSE. La Regione “uber alles” al di sopra di tutti. Anche di Cassazione! Come un drone telecomandato dal ticket Deloitte-Regione, Viero ha confermato come c’era da aspettarsi, il feeling negativo su tutto ciò che è stato fatto da Fiorillo, ma non ha convinto laddove, entrando nello specifico dei fatti, ha fatto spesso ricorso ai “non ricordo” oppure “lo ha detto la Deloitte”, Deloitte che ieri in Aula era il convitato di pietra.  Ci sentiamo di avanzare un pronostico: Viero ieri si è nascosto dietro alla Deloitte (ma ha fatto però i nomi diremo dei “coautori” Mariani e Mautone, quasi che nella questione avessero avuto un ruolo più importante del suo …) così come Mentasti si trincererà dietro Viero. Per proprietà transitiva, alla fine, tutti diranno che è stata la Deloitte a sancire la bancarotta di Sudest, dimenticando però che la Deloitte aveva già messo le mani avanti. Infatti nelle premesse alla due diligence la Deloitte avverte il Lettore di non avere esaminato o individuato la documentazione contabile (e come avrebbe potuto farlo in soli 60 giorni?) e «che è possibile che molte cose riportate nelle due diligence possono risultare errate o confutabili alla luce della documentazione, esistente o non esaminata». Riassumendo, Viero ha detto che per quanto riguarda le accuse formulate nei confronti degli imputati, si è affidato alla Deloitte e ai vicecommissari Mautone e Mariani. E ancora candidamente, ha dichiarato di non aver letto ne i bilanci, ne le relazioni allegate, ne la documentazione a sostegno dei crediti, perché, a suo dire, difficilmente rintracciabile in FSE (tanta era la fretta di fare piazza pulita…). La Deloitte, invece prudentemente, ha già scritto, nelle premesse della sua relazione, di non aver visionato tutta la documentazione perché non ha avuto molto tempo a disposizione ed altre scuse. Quindi, si pongono delle domande fondamentali, questa bancarotta da dove nasce? Ma, soprattutto, da dove si evince? Forse dalla relazione Deloitte incompleta? Dal copia e incolla della relazione Deloitte fatta da Viero per il suo amico Ministro? Da quanto hanno affermato apoditticamente Viero i vice Commissari? Mistero! Secondo round il 7 maggio prossimo. La parola alla difesa.  Lettera firmata.

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