L’amaro risveglio di chi non si era addormentato, il dramma del calcio escluso dai mondiali

Posted on by Lucio Marengo

Il buongiorno è stamane molto amaro, per chi ieri ha vissuto il “dramma” del calcio escluso dai Mondiali e per chi, disinteressato o nauseato dai precedenti accadimenti, aveva deciso di fare altro.Per me l’amarezza è verso un’Italia giunta dove già qualche decennio fa avevo percepito i comportamenti l’avrebbero portata. Era l’epoca in cui tutto era in funzione di ciò “che pensa la gente”; in cui nessuno immaginava di trovare lavoro senza passare per il politico amico, lo facevano tutti e nessuno si sentiva in colpa; in cui pagare una tangente per ottenere un incarico o un appalto, era per i professionisti una assoluta normalità; in cui chi andava all’estero con le prime borse di studio internazionali, lo faceva perché “in Scandinavia ci sono le femmine”.Era questo il marchio che mi portai dietro, quando il sapere di non sapere mi fece partire dall’Italia, la sete di conoscenza non era assolutamente prevista né percepita.Oggi, non c’è più una sola famiglia che non abbia un figlio o una figlia all’estero, dove vivono cento volte meglio che qui. La nostalgia? No, diversamente dai miei tempi, i canali televisivi si prendono alla perfezione, Skype consente di parlare con i propri cari lontani e in qualunque momento, la differenza di qualità nei servizi alla comunità è abissale e il valore che viene dato ad un professionista bravo è talmente riconosciuto, da suggerire di non guardare più indietro.L’Italia del pallone è un’Italia nel pallone, in cui i dirigenti del massimo sport nazionale hanno continuato ad essere scelti fra coloro che potessero garantire il mantenimento degli equilibri a favore dei più forti; un modello giunto dalla politica, che ha fatto dei cerchi magici il modus operandi definitivo e totale. Si combatte per salvare la storia antichissima di un territorio, ma si è colpiti da chi vuole mediocremente mantenere addormentato il territorio o da quegli stessi studiosi che trarrebbero tantissimo giovamento personale dalla valorizzazione di siti archeologici, eppure scelgono l’immediato dei propri rapporti personali con Amministrazioni e Soprintendenze.Si pensano e  realizzano straordinari progetti culturali, ma nella solitudine dettata dall’assenza delle Amministrazioni locali, che preferiscono investire su progetti di gran lunga più miseri ma prodotti da amici degli amici. E insistere, impegnarsi di più esaurendo le proprie piccole forze personali, porta ad essere marchiati come “malati di protagonismo”, “rompiballe”, “ricercatori di arche perdute”.Poi, un mattino ti svegli e leggi che tre quarti degli italiani non sanno più chi votare, forse perché non sanno più a che santo votarsi: a lungo andare, se tutti garantiscono tutto a tutti, qualcuno dovrà pur essere fottuto! e i fottuti sono aumentati a dismisura. E’ una italia gestita da pochi per pochi, gli altri è bene che sopravvivano come riescono, anche fottendo il prossimo, o vadano via, dove un pensionato vive alla grande con la propria miseria e dove un figlio o una figlia possono guardare a un futuro possibile. Per la fine definitiva, c’è ancora tempo, gli ultimi giorni di Pompei sono ancora lontani.Ci vorrebbe una percezione di comunità per investire in un nuovo inizio, ma a differenza del 1946, oggi non c’è una comunità con alle spalle un disastro da cancellare: c’è solo il disastro, in tutti i campi. Per cui, continueremo ancora per un po’ a investire su politici che ci promettono un ritorno personale; a guardare dal balcone mentre si scava e si distrugge la Storia, che in tutti i Paesi del mondo viene tutelata e valorizzata e fà vivere bene, mentre qui vivono bene solo i palazzinari a prescindere e i politici che li tutelano.Stanno tornando alla ribalta tutti i vecchi politici e quelli che per vent’anni hanno fatto come ascensori su e giù tra un partito e l’altro, torneranno ad essere votati. L’ultraottantenne “padre della patria”, che ha da solo avuto la capacità di mettere in ginocchio una intera nazione, è risorto come Lazzaro e tutti dimenticano di chiamarlo almeno “ex” cavaliere. Dall’altra parte, il toscano “fotuttoio” è rinchuso nel suo Fort apache di saccenza, mentre i suoi seguaci applicano localmente alla lettera i suoi insegnamenti di spocchia a oltranza e altri vorrebbero strappargli almeno una fettina della torta. E, per essere chiari fino in fondo, altri ancora passano con pochi click di mouse da una vita di casalinghe/i o nullafacenti a quella di parlamentari competenti ed impegnati.Resisterà ancora un po’ qualcuno come me, che ha investito la propria vita nel rispetto del prossimo e nei valori della comunità, senza capire che la comunità è da tempo solo apparente e i singoli poco avrebbero compreso e rispettato l’impegno. E’ stato anche questo un grave errore, ma almeno dettato dallo spirito e dal cuore. Buona giornata, spero che siate meno amareggiati di me.

Arch. Eugenio Lombardi

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