Le discriminazioni e i danni che seguiranno alla concessione delle autonomie regionali

Posted on by Lucio Marengo

Gentile direttore

  ho sentito or ora il tuo intervento su facebook che, a mio modesto parere, cita temi di importanza cruciale per la vita della Nazione ma che non centra chiare responsabilità di chi da perfetta figura notarile prende atto dei decreti e non interviene. A febbraio si approderà al riconoscimento delle autonomie di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna che sotto il governo dell’imperturbabile Gentiloni sottoposero ad un referendum consultivo le popolazioni che nonostante non avessero votato in massa, accolsero nel silenzio generale la proposta di autonomia. E ti e mi chiedo si può permettere un simile atto di sfida? In Spagna hanno bloccato tutto ed il Re e il Primo Ministro non hanno esitato a bloccare i seggi pure con la forza. Nel 2001 poi passa la riforma del Titolo V della Costituzione nel silenzio generale che stravolge l’architettura dell’Italia consentendo alle Regioni poteri di bilancio e di fruizione delle proprie entrate sfasciando di fatto il mutuo aiuto tra Regioni che appartengono all’Italia. Ora a febbraio  di fatto si disgregherà l’Italia: chi ha soldi avrà una migliore istruzione, migliore sanità ed infrastrutture, gli altri si arrangino. E chi dovrebbe garantire l’Unità della Nazione secondo il dettato costituzionale? Il presidente della Repubblica silente, inerme che firmò la concessione dei referendum e i suoi predecessori che non mossero ciglio per la riforma del 2001. Il notaio Mattarella lo riterrò responsabile dello sfascio della Nazione e non si potrà tornare indietro. Agirà facendo quello che si è fatto altrove dove sono stati inviate truppe  fedeli al Re in vista del distacco della Catalogna? Lega, Pd, Forza Italia , tutti i partiti non sollecitano il Quirinale sempre appollaiato sul colle . E il caso di Amatrice dove italiani vivono in casette fredde ed umide ne è una prova , dove brilla l’inanizione di Mattarella non difendendo il loro diritto alla salute o allorquando un giornale rischia di chiudere perchè giudici indagano il suo editore e bloccano i fondi per pagare le maestranze infischiandosene dell’articolo 1 della Costituzione che tutela il lavoro ed i lavoratori. E qui Mattarella presidente del CSM organo deputato ad adottare misure disciplinari contro i giudici catanesi e nume tutelare della Costituzione è assente.
  Caro Lucio un Presidente della Repubblica di tal fatta non lo sento mio, non mi rappresenta e se ci fosse il modo, lo inviterei a dimettersi. E qui la Corte Costituzionale dovrebbe intervenire per indagare ove mai ci fossero gli estremi di alto tradimento allorquando nei fatti costui non stia tutelando l’Unità Nazionale. Non succederà nulla e la storia condannerà questi figuri che dopo Pertini hanno reso l’Italia quello che era 160 anni fa. 
                                               Leonardo Damiani
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