Le FSE e le plafoniere del nuovo palazzo regionale

Posted on by Lucio Marengo

Dunque, ricapitoliamo. La regione Puglia è riuscita nella impresa impossibile di costituirsi parte civile nel processo alle Ferrovie del Sud Est. La questione non è nota al grande pubblico. E forse è sfuggito (anche a chi ieri doveva decidere) che la regione già nel 1997 avrebbe dovuto acquisire la proprietà di FSE. Invece è stata inadempiente come stigmatizzato a suo tempo anche dalla Corte dei conti e così facendo FSE è fallita. Non v’è dubbio che l’inazione della regione unita ai mancati controlli, abbia infatti facilitato la decozione della società di trasporto. Il d.l. del 22 giugno del 2012 aveva previsto (ancora una volta) il passaggio di Sud est alla regione garantendo anche la ricapitalizzazione a condizione che entro 60 giorni dalla data di pubblicazione del decreto fosse sottoscritto il passaggio. La regione con un escamotage forse telecomandato, con la scusa dei conti che non quadravano, anche quella volta non adempì e per sorreggere la sua strategia utilizzò la società di revisione Deloitte. La revisione in verità non ebbe luogo perché il Ministero dei trasporti, anche lui parte civile nell’attuale processo, si oppose in quanto vi erano in ballo diverse cause risarcitorie proprio nei confronti della regione per cui i dettagli sarebbero stati disvelati dalla due diligence. La cosa ridicola della questione è che FSE, del tutto abbandonata sia dal ministero che dalla regione, per andare avanti, si è indebitata con le banche. E sia la regione sia il ministero lo permisero. Il processo chiarirà se e chi ha rubato i soldi, ma è chiaro che senza capitali, senza l’assorbimento da parte della regione il destino di FSE fosse già segnato. Questione di tempo potremmo dire. Oggi si parla del “miracolo” compiuto dai nuovi manager che sono intervenuti nel salvataggio delle FSE dimenticando che entrambi sono stati indagati dalla procura di Lecce. E i davvero modesti risultati della loro azione sono sotto gli occhi di tutti. Per concludere una annotazione: ma se la Corte dei conti, nella sua relazione annuale, aveva certificato che FSE vantava nei confronti della regione Puglia un credito di 120 milioni, dove sono finiti questi soldi? La risposta è semplice, nelle plafoniere del governatore Emiliano.

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