Le incongruenze della gestione politica della regione Puglia

Posted on by Lucio Marengo

Ovviamente la cultura da magistrato è ben radicata nella testa del nostro, attuale, presidente della Regione, Emiliano. Non mi pare di dire niente di strano se dico che per, taluni magistrati, lui compreso, sono tutti ladri e farabutti. Stupisce però la sua assoluta mancanza di obiettività quando affronta certi temi che riguardano l’esistenza dei pugliesi. Sarà sufficiente dire che durante la presentazione dei nuovi bus delle ferrovie del sud est, egli affermò che, fin dall’inizio del suo insediamento, già sapeva che il più grande problema per la Puglia fosse la FSE. Quindi non l’Ilva, non la Xylella, non la mafia, non la sanità, non la Tap, non il suo palazzo da faraone da 100 milioni di euro. Incredibilmente Emiliano si è soffermato coi giornalisti a dire che grazie all’ottimo lavoro fatto insieme con l’ex ministro Delrio, finalmente, il problema delle sud est è stato risolto. Ora chi vive la vita senza gli occhi foderati di prosciutto, ben comprenderà che la questione delle sud est non solo non sia affatto risolta, ma di certo non è il problema fondamentale per la Puglia. E non solo perché i treni non camminano o perché gli utenti patiscono il caldo e il freddo. La notizia di oggi (Repubblica) è che la società che fece la revisione contabile, dalla quale è poi dipeso il fallimento delle sud est, è stata multata dalla Consob per condotta illecita nella revisione del bilancio della Carife (cassa di risparmio di Ferrara). Dopo il caso di Trento, nel quale sempre la Deloitte – a quanto riportano le cronache giudiziarie – si aggiudicò la maxiconsulenza da 7 milioni e 474 mila euro grazie alla compiacenza dell’ex presidente della provincia, ritorna di attualità il ruolo che questa società ha avuto nella vicenda delle FSE. Da quanto è emerso dai documenti allegati alla inchiesta della Procura sul fallimento di sud est, stupisce la velocità di esecuzione di una tal super perizia contabile, che solitamente necessita di mesi e mesi di lavoro, se non di anni. Nel caso di FSE sono bastati due mesi perché la Deloitte avesse ben chiari i dettagli della fumosa e complessa vicenda che ha inquadrato però solo alcune figure di spicco, come se qualcuno avesse orientato i periti contabili su quelli e non su altri. Dati i presupposti, è lecito chiedersi se qualcuno avesse passato quelle informazioni contabili, ben prima. E in questo caso la domanda è perché o meglio a favore di chi, dal momento che le FSE facevano gola a tanti. Anche ad alcuni soggetti esercenti il servizio di trasporto locale che non si esclude avessero parenti installati proprio all’interno di FSE.

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