Le tardive decisioni sul trasporto locale: il caso dei filobus a Lecce e Bari

Posted on by Lucio Marengo

Avevamo tempo fa scritto di quanti errori sia costellato il trasporto locale regionale. Eclatante ovviamente il caso Atac di Roma. Ma anche a Bari l’Amtab coi suoi filobus costati quattro milioni e 600mila euro e abbandonati a marcire, non scherza affatto. Ma di questo a quanto pare non se ne è occupato nessuno, tanto meno la magistratura. E pure le FSE coi loro pullman collassati sporchi e … cattivi e i treni abbandonati a se stessi senza manutenzione. Ma di Fse i poteri locali e la magistratura se ne sono interessati, eccome. Poi abbiamo rivolto la nostra attenzione a Lecce e al caso dei filobus costati 23 milioni e che il nuovo sindaco ha deciso di rottamare e con sé anche tutta la correlata infrastruttura. L’opera, che ci pare abbia un senso in un mondo sempre più “green” pare invece non piacere ai nuovi amministratori che come al solito, quando subentrano ai loro nemici politici, subito azzerano quanto fatto male o bene dai loro predecessori nell’interesse della comunità. È questo il caso dei filobus che oggi Salvemini intende demolire. Peccato che per toglierli di mezzo non solo occorrerebbe continuare a pagare il relativo mutuo, ma anche la demolizione costerebbe così tanto da sconsigliarne l’esecuzione. E allora come fare? Adesso il comune sta studiando la terza via. Forse il buon senso (e la paura dell’ipotesi di danno erariale) sta suggerendo al primo cittadino di verificare se – come abbiamo scritto – la causa dello scarso utilizzo dei filobus è da addebitarsi al mancato sviluppo del piano del traffico. Mai attuato e che dunque per forza di cose ne condiziona molto pesantemente l’attrattività dei mezzi in questione. Adeguamento dei chilometri riconosciuti sui servizi minimi del trasporto pubblico locale e l’adeguamento del corrispettivo chilometrico per il servizio filoviario son le leve sulla quali il sindaco sta studiando assieme ad un super esperto il da farsi. Insomma ci pare di capire che quando il buon senso vince, allora vincono anche i cittadini e si risparmiano soldi della comunità a favore di altre iniziative.

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