Attualità Puglia

L’ex amministratore di Ferrovie del Sud Est tra i super raccomandati del “mullah” Caianiello

Il governatore della Lombardia Fontana sarà interrogato domani, in relazione alle pressioni di Nino Caianiello sulle nomine al Pirellone. Lunedì risponderà alle domande dei magistrati che lo interrogheranno come indagato per abuso d’ufficio e per la consulenza affidata al suo socio di studio legale Luca Marsico. Dalla mole delle carte giudiziarie, comprese le informative dei carabinieri di Monza e la Guardia di finanza di Varese, emerge l’effettivo ruolo anche nelle scelte degli assessori al Pirellone. Ruolo solo sulla carta tuttavia, perché Fontana, nonostante le ripetute pressioni, non ha ceduto al tentativo di corruzione da parte di Nino Caianiello (sua la frase “Io sono il sole, la terra mi gira intorno”) ex coordinatore provinciale di Forza Italia a Varese e “capo del sistema feudale” per le nomine della politica. In una conversazione afferma di «aver offerto a Fontana il suo aiuto, proponendogli innanzitutto di nominare Mentasti a Direttore Generale della Sanità». Dice infatti: «…Io gliel’ho detto poi vuoi che si dà una mano?! ti dico io come fare! vengo e mi spiego…Mentasti…Mentasti, mettilo a fare il direttore generale della sanità, è uno che rompe i coglioni». Se davvero bastasse essere un rompicoglioni per essere assunti a direttore di qualche ente statale sai che fila! Ma in questo caso no perché Mentasti è uomo di Giorgetti l’uomo di punta della Lega, sottosegretario all’economia che lo ha voluto a ricoprire importanti ruoli nel settore dei trasporti. Già nel Cda del gruppo Ferrovie dello Stato e di Milano Serravalle-Milano Tangenziali S.p.A., il manager varesino è ora al vertice della società Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A. Ma chi è Andrea Mentasti? Mentasti è un volto noto del mondo manageriale di fede leghista. Varesino, classe 1960, si è costruito una carriera manageriale iniziando nel settore calzaturiero con il calzaturificio di Varese quando apparteneva al gruppo Benetton, per poi passare al settore tessile con Loro Piana. L’incontro con l’amministrazione pubblica è avvenuto nel settembre 2001 quando è stato nominato direttore generale dell’area programmazione e relazione esterne della Regione. Imbocca poi la strada della sanità dirigendo prima l’azienda ospedaliera di Treviglio, per poi passare a quella di Como e, infine, al san Paolo di Milano che ha lasciato per assumere la direzione della Società dell’aeroporto civile di Orio al Serio. Nel maggio 2015 è stato nominato commissario pro tempore dell’Azienda ospedaliera di Seriate e poi amministratore delegato di Ferrovie del Sud-Est e a cui si deve la defenestrazione di Andrea Viero – ex commissario, e amico dell’ex ministro Delrio – al quale, pare, non volesse addirittura pagare stipendio e note spese. Mentasti, ha guidato per un breve quanto tormentato periodo le FSE e come Caronte ha condotto le spoglie di ciò che rimaneva della società di trasporto – dopo il disastroso intervento della triade commissariale – nell’inferno del concordato preventivo. Il periodo è stato breve ma molto travagliato. Per ben due volte Mentasti aveva minacciato le dimissioni dalla carica di amministratore di FSE soprattutto dopo avere ricevuto un avviso di garanzia per interruzione di pubblico servizio dalla Procura di Lecce a causa del servizio definito “colabrodo” perché in solo mese furono cancellate ben 80 tratte. Tanto che il pm nell’avviso di conclusione delle indagini parla di un «servizio totalmente inefficiente con la soppressione in molteplici occasioni che ha turbato la regolarità del servizio con un danno per la collettività ed in particolare ai titolari degli abbonamenti». Mentasti poi ritirò come spesso accade le sue dimissioni, avendo forse ricevuto assicurazione di un salvacondotto e della promessa poi mantenuta di incarichi di alto livello al Nord. Nonostante quello che si dice sul merito e su pregresse esperienze di settore, gli incarichi nelle aziende dello Stato sono sempre di nomina politica e a quanto pare spesso suggerite da personaggi ambigui ma molto ascoltati. Per quanto alla meteora Mentasti in FSE, resta senza risposta un dubbio logico. All’epoca governava il PD di Renzi, presidente del Consiglio e Delrio Ministro infrastrutture e trasporti. Se la nomina di Andrea Viero è stata da lui stesso giustificata dall’essere un “amico” di Delrio, non ci pare che il leghista doc Mentasti, già braccio destro di Maroni, quando era Governatore della lombardia, fosse “amico” del PD né tanto meno già in forza alle FS, governate da Mazzoncini lui sì amicone di Renzi. Eppure Mentasti viene preso dalla lontana Lombardia, mandato nelle, per lui ignote, FSE con l’incarico specifico di far fuori Viero e presentare la disastrosa, per i creditori, domanda di concordato preventivo, che salva l’inchiesta della Procura di Bari e la situazione finanziaria della Regione Puglia. Sembra quasi chi l’arrivo di Mentasti sia stato un favore alle istituzioni Pugliesi. C’è qualcuno che sa la verità?

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