Senza categoria

L’inquinamento delle Ferrovie del Sud Est è tra le sue carte

Alla luce di quanto sta succedendo alle Ferrovie del sud est, ma soprattutto non succedendo, vale a dire nessun miglioramento tangibile, ci chiediamo se qualcuno al ministero si sia chiesto se la scelta di regalarle a Ferrovie dello Stato sia stata una buona idea. E se qualcuno si stia finalmente ponendo la domanda se Delrio all’epoca, di fatto azionista unico di FSE, abbia voluto fare un regalo al collega di partito Emiliano, rinunciando ad ottenere, per la sua società di trasporto in odore di fallimento, quasi cento milioni di euro rinvenienti da crediti più che certi nei confronti proprio della Regione. Da ciò che sta emergendo in sede giudiziaria, pare che le ragioni del fallimento della società di trasporto siano infatti riconducibili proprio alla mancata corresponsione di quelle somme. Insomma qualcuno le ha volute fare fallire di proposito. Sarà anche forse vero che Fiorillo avesse impiegato somme cospicue (del che ne dovrà rispondere in tribunale), ma è altrettanto vero che la società non si trovasse in difficoltà finanziare. Gli ingenti crediti vantati nei confronti della Regione (circa 100 milioni) e del ministero (30) avevano infatti autorizzato la BNL a concedere cospicue linee di credito in attesa degli incassi che, come sappiamo, sono stati azzerati e non si capisce il perché, se non che le stesse somme sono state poi cinicamente addossate al ceto creditizio. È logico pensare che se Fiorillo avesse avuto a disposizione quelle somme avrebbe ben potuto metter mano alla disastrosa condizione di Sud Est, laddove, ricordiamo, la Regione si era rifiutata di intervenire come giustamente stigmatizzato anche dalla Corte di Conti. Se un privato avesse obliterato di agire nei confronti di clienti morosi, ne avrebbe risposto personalmente, ciò che invece non è successo a Viero che è il responsabile del disastro industriale e finanziario di Sud Est. Mentre i suoi delfini come ad esempio Luigi Albanese è indagato per due gravissime ipotesi di reato, lui se ne sta tranquillo a Trieste. Ma che giustizia è mai questa?
Pur di cacciare gli “infedeli” dal tempio, Viero (e poi Mentasti) ha distrutto la società nell’irrazionale tentativo di mostrare all’amico ex ministro di Roma, che lui ce l’aveva fatta. Il terminator di Marostica era riuscito insomma nella missione di rovinare decine e decine di famiglie raccontando di FSE un romanzo da appendice sulla base di conclusioni nebulose redatte diremo ad uso e consumo della sua strategia, perseguita insieme alla Deloitte, che in Puglia ha ottenuto, guarda caso, importanti commesse proprio dalla Regione. A pagg. 12 e 13 della due diligence vi sono elencati i crediti “decertificati” dalla Deloitte, e perciò non riconosciuti validi dalla Regione, oltre ai 33 milioni del MIT. La Deloitte sul punto scrive:1. Crediti verso il MIT (€m33) i quali, sulla base delle informazioni fornite dal Management e sulla base della verifica formale effettuate dal Ministero stesso nel 2012, potrebbero (sic!) non essere riconosciuti da parte di quest’ultimo (ndr: l’impresario che non riconosce dopo 15 anni di bilanci approvati, crediti certi alla sua stessa impresa? Via non scherziamo!)2. Capitalizzazione di crediti verso Regione Puglia (€m76,4), non riconosciuti da quest’ultima (ndr: nonostante la sentenza del Consiglio di Stato n°1755/2013), che non presentano requisiti tali da essere richiesti dall’OIC24.(ndr: senza manco un contraddittorio tra le parti, e si badi bene crediti non riconosciuti unilateralmente dalla Regione. Basta leggere l’interrogatorio di una paginetta alla responsabile Tria della Regione, per capire che sotto sotto vi è qualcosa di sospetto). 
3. Crediti verso la Regione Puglia per €m4,9 relativi a interessi attivi richiesti da FSE e calcolati sul credito riconosciuto, a seguito dell’accordo definito. La Deloitte ha sostenuto che gli interessi in oggetto sono caratterizzati da un rischio di inesigibilità non essendo riconosciuti da Regione Puglia nell’ambito dell’accordo sopra citato senza un contraddittorio tra le parti, e al solito non riconosciuti unilateralmente dalla Regione.4. FSE presenta in bilancio ulteriori crediti verso Regione Puglia per €m3,9 relativi a contributi da incassare per l’acquisto di carrozze passeggeri. Per le carrozze in oggetto la Regione aveva  già erogato un contributo pari a €m5,4. Sulla base delle informazioni preliminari ottenute nel corso di un incontro con la Regione, il contributo che quest’ultima dovrebbe ancora erogare a FSE è pari a €m0,3. La differenza di €m3,6 potrebbe essere non recuperabile. Sono in corso verifiche da parte di RP e FSE al fine di quantificare con precisione il relativo ammontare. (ndr: Deloitte, che ha dialogato “in solitaria” con la Regione, ha “dimenticato” di inserire tra i crediti certificati ed ammessi proprio dalla Regione, il costo di 20 carrozze pari a 18 milioni poi reclamati anche da Viero). Quindi i crediti spariti sono: i 33 mil del MIT + 70 mil dall’accordo + 4,9 mil per interessi + 3,9 mil per il saldo di 7 carrozze + 18 mil per 20 carrozze. Il tutto per un totale di circa 130 milioni (senza considerare altre partite, quali IVA per 40 milioni, 15 milioni dal MIT per pagamenti effettuati ed anticipati sugli investimenti fondi CIPE ed altri diversi milioni per pagamenti effettuati su interventi finanziati dalla Regione al di fuori dei fondi europei e bloccati dalla spending review). Unilateralmente la Regione ed il MIT decidono di cancellare ciascuno per la propria parte, i debiti verso FSE (senza un contraddittorio ma in modo autoritario e autoreferenziale e con il benestare dell’ex commissario Viero e dei vari subcommissari amici o parenti degli amici alcuni dei quali avevano sempre sottoscritto i bilanci di FSE). Davvero un capolavoro! Il direttore finanziario, il dott. Porcelli, braccio destro di Viero, quello che ha scovato tra i milioni di pezzi di carta, guarda un po’, proprio quella fattura del vino da duemila euro ma non i crediti certi da milioni nei confronti della Regione … nulla pare sapere, soprattutto nulla fa per raccontare ai magistrati una verità  affatto diversa da quella che si è voluta dare. Del resto tutti teniamo famiglia… Ma se fosse stato solo un po’ meno interessato alla conservazione del posto di lavoro,  avrebbe bene potuto evidenziare le conclusioni fantasiose della Deloitte anche perché Fiorillo e gli ex dirigenti che sapevano, sono stati tutti licenziati e/o pensionati, altri addirittura arrestati, a parte ovviamente quelli schierati come soldatini sulle posizioni di Viero e della Deloitte, in attesa di essere premiati,  promossi o assunti tutti a Direttori di FSE. L’inquinamento alle FSE non è all’esterno, sui piazzali inondati dal gasolio, ma all’interno, dove si sono annidate le congiure più bieche nei confronti di coloro i quali non si sono voluti piegare alle logiche mercantilistiche del nuovo management. Soprattutto di coloro che non fanno parte del ristretto gruppo magico degli imprenditori baresi. I quali ma guarda un po’, non sono stati neanche sfiorati dalla inchiesta.

Questo sito utilizza cookie per finalità esclusivamente tecniche. Proseguendo nella navigazione si accetta l'uso dei cookie. Accetto Leggi di più

Privacy & Cookies Policy