Livorno, sempre le stesse scuse: le bombe d’acqua e quelle della burocrazia

Posted on by Lucio Marengo

Da cosa si valuta un manager? Da cosa si valuta un politico? La questione dell’incapacità di gestire con ordine e per tempo le ormai comuni “bombe d’acqua” che di tanto in tanto stravolgono il nostro Paese è all’ordine del giorno. La colpa è forse della natura madre e matrigna come sostenuto dalla giovane sindaca di Roma? Oppure risiede nelle inefficienze croniche della Pubblica amministrazione? Un esempio per tutti: gli stanziamenti che la politica ha concesso nel pacchetto “salva Italia” valgono 8 miliardi. Di questi pare ne siano stati spesi solo 100 milioni. Perché? La risposta è semplice. Se ogni volta che si mette a bando un intervento partecipano alla gara 100 aziende e quando finalmente dopo un estenuante teoria di domande, contro domande e rinvii, si arriva alla fine, i perdenti ricorrono al TAR con argomentazioni le più vaghe e in caso di insuccesso ecco pronto il ricorso al Consiglio di Stato. Qualcuno nel passato aveva provato a metterci una pezza, il duo Ber-Ber (Berlusconi Bertolaso). Sono stati crocifissi e Bertolaso all’epoca a capo della protezione civile, fu indagato e cacciato sulla base del nulla. Emblematico di questo stato di cose, la pagliacciata del borioso architetto Fuksas. Mitica la cena finita con piatti lanciati da un tavolo all’altro, con i bambini in lacrime e la gente che urlava. Guido Bertolaso da una parte, ad assistere sbigottito alla rissa tra l’omone che lo accusava di essere «un ladro», appunto Massimiliano Fuksas, archistar, grande progettista – famoso per avere realizzato dopo 18 anni e … 467 milioni di euro, la Nuvola dell’EUR a Roma – e altri clienti che lo difendevano, incassando insulti, spintoni e schiaffoni. “Dicere et facere non semper eisdem” cioè tra dire e il fare c’è di mezzo il mare. Se fai, ti prendi dunque i rischi del caso. Compreso quello di essere tacciato di essere un ladro. Meglio dunque non fare? Pare proprio di sì. Quando Berlusconi per superare l’impasse delle regole del codice degli appalti che appunto ingessano qualsiasi attività, si inventò la deregulation dando poteri straordinari al capo della protezione civile, in soli cinque mesi Bertolaso costruì la prima new town all’Aquila. Al contrario quello che sta accadendo oggi in Umbria è sotto gli occhi di tutti. Ma Bertolaso ha pagato un prezzo altissimo. Tutti i giornali di questo nostro Paese fatto per lo più da invidiosi falsamente benpensanti lo hanno crocifisso, ed oggi basta andare su Google per vedere come questo grande manager sia ricordato solo come “il ladro della protezione civile” (copyright gruppo L’espresso). Peccato però che nel Processo Grandi Rischi bis, Guido Bertolaso sia stato assolto. Ma qualcuno lo sa?  Risultato? Un Paese allo sfascio lacerato da invidie ed ipocrisie e fior fiore di manager sputtanati a vita. È questo il paese che vogliamo? Possibile che l’85% dei processi intentati a manager pubblici vada a “finire in vacca”? Quali gli interessi di parte comandati da una certa parte degli organi inquirenti? Che peso ha la pressione degli inquirenti sul Magistrato di turno che dovrebbe decidere senza costrizioni di sorta? Qualcuno si dovrebbe vergognare e confessare a se stesso che la morte di quella famiglia di Livorno, forse è anche per colpa sua

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