Lo strano atteggiamento dei media nei casi Ferrovie Sud Est e Ferrotramviaria

Posted on by Lucio Marengo

 Riceviamo e pubblichiamo

Da tempo si sta parlando, e spesso a vanvera, di un ex amministratore delle sud est e delle sue “ipotetiche scorribande“ ma non delle responsabilità del ministero dei trasporti. Spesso ci siamo posti la domanda di come sia stato possibile che l’ex amministratore unico, in solitaria, novello Fausto Coppi in una “Milano-Sanremo” milionaria, abbia potuto indebitare fino al collo la società ferroviaria. Non pare vi siano dubbi che ciò sia stato reso possibile solo grazie all’avvallo del ministero. Che poi lo ha scaricato a brutto muso. Nel caso delle vituperate FSE il “sistema” ha fatto un vero capolavoro. Non solo il ministero sta riuscendo a sgusciare fuori dalle forche caudine della palese colpa in vigilando, ma addirittura si è costituito parte civile contro Fiorillo. Il combinato disposto del “sistema” investigatori-commissario-procura ha permesso di puntare il faro dell’opinione pubblica solo su alcuni fornitori. Però solo quelli che erano stati oggetto dell’esposto alla Procura di Bari del commissario Viero che – all’epoca della sua nomina – qualche testata giornalistica si era affrettata (per poi tacere per sempre…) a denunciarne alcune sue precedenti problemi giudiziari per cui fu condannato. Ma come si sa, chi di spada ferisce… Ma chi ha voluto a Bari l’ex condannato ? Il ministero. Proprio quel ministero che firmava senza colpo ferire i bilanci delle ferrovie e offriva le garanzie alla BNL anch’essa attratta poi dall’occhio del ciclone del crac. Stranamente tutta la stampa si è scagliata quotidianamente solo contro Fiorillo e le sue spese pazze, e non contro il ministero, mettendo addirittura in ombra quanto successo a Corato. Anche in questo caso, a quanto pare, il ministero sta cercando di defilarsi dalle proprie responsabilità. Daniela Castellano figlia di una delle vittime e presidente dell’Associazione Strage si sente tradita dallo Stato giudicando «una fuga delle istituzioni dal processo» quella del ministero citato come responsabile civile, che ha chiesto invece di essere escluso dal processo sul disastro ferroviario che il 12 luglio 2016, sulla tratta a binario unico Andria-Corato, che costò la vita a 23 persone e il ferimento di altri 51 passeggeri. Il ministero ha motivato la sua richiesta di esclusione per un aspetto formale, ritenendo il decreto di citazione incompleto. Non sappiamo se il ministero (… il sistema) ce la farà anche stavolta come nel caso di FSE. Ma perseguire ogni santo giorno a mezzo Stampa, solo Fiorillo per mere questioni di soldi e non altra ferrovia – quando la Cassazione nel 2016 e nel 2018, pare abbia finalmente acclarato che i costi dei mezzi ferroviari delle FSE non erano gonfiati e quando durante la sua gestione non si sono registrati incidenti ferroviari – è forse una persecuzione. Nove mesi di arresti domiciliari ci pare come abbiamo più volte dichiarato anche in video, una assurdità. Non ha mica ammazzato nessuno! Come invece il tribunale di Trani sta cercando di provare nel caso di Corato. Ma i media dell’incidente non ne parlano. Per il ministero pare essere più importante la questione dei costi gonfiati (ancora tutti da dimostrare) che le mancate sicurezze delle reti ferroviarie pugliesi. Come può la signora Castellano non valorizzare in tribunale quella direttiva della regione Puglia del 7.7.2008 con la quale vennero cancellati gli investimenti in sicurezza: «… il Direttore Generale del Trasporto Locale presso il Ministero, del 18.6.08 Prot. 0051487, chiarisce che con DL 27 maggio 2008 n. 93 sono stati annullati gli stanziamenti […] Se questi tagli dovessero essere confermati, le politiche per il trasporto nella nostra regione, subiranno danni consistenti specie sul versante dell’ammodernamento delle linee ferroviarie e della sicurezza stradale». Perché il ministero ritirò le somme destinati alla sicurezza? Prima di ergersi a castigamatti, il ministero sarebbe ora che si assumesse le proprie responsabilità.

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