Il Ministro Minniti parla a Bari ancora di fascismo mentre la città è stritolata dalla criminalità

Posted on by Lucio Marengo

Dopo quasi ottant’anni si parla ancora di fascismo a qualche mese dalle prossime elezioni politiche nel tentativo inopportuno di usare come strumento di convinzione politica un periodo storico del nostro Paese che nessuno credo vorrebbe ricordare e che conta forse solo rare simpatie. Avremmo invece preferito che il Ministro dell’Interno avesse almeno fatto cenno alla drammatica situazione in cui versa la la città dove sei commercianti su 10 vengono tartassati dalle estorsioni, dalla usura, dai furti,dalle rapine e da ogni tipo di reato che vede Bari relegata agli ultimi posti di una lunga graduatoria per quanto concerne la vivibilità. Il Ministro lasci perdere per un pò e ci dica come quali potrebbero essere le soluzioni possibili per poter arginare questa crescita senza sosta di una criminalità dalla quale in qualche modo occorre difendersi. Abbiamo letto con molta attenzione quasi una pagina intera sulla vita a Bari pubblicata dalla Gazzetta del Mezzogiorno ed oltre a condividerne le paure legittime i baresi per completezza dell’informazione leggano con molta attenzione i sondaggi del Sole 24 ore che relegano Bari, come già dicevo, agli ultimi posti di una lunga graduatoria. Molti decenni addietro quando fu ammazzato il famoso bandito Giuliano , qualche giornale noto titolò: la Sicilia piange Giuliano. Si poteva piangere un criminale? La ragione di questo atteggiamento popolare era dovuta al fatto che Giuliano era ritenuto il Robin hood che rubava ai ricchi per dare anche qualcosa ai poveri. Ne più nè meno quello che è successo ad Ostia dove gli abitanti del posto hanno espresso parole di quasi compiacimento nei confronti del boss spada. Il sindaco di Bari Decaro chieda al suo amico Minniti una riunione di servizio a Bari con la presenza delle autorità per mettere a punto precise strategie finalizzate alla protezione della città e dei suoi abitanti specie nelle periferie degradate e abbandonate che il sindaco conosce bene. Sia ben chiaro che nessuno vorrebbe uno stato militare, ma nessuno può impedirci di sollecitare la ferma volontà di esigere il diritto alla liberta ed a vivere in uno stato di diritto.

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