Bambini, donne e uomini continuano a morire in Siria. L’appello accorato di don Mounir Hanach

Posted on by Antonio Curci

Don Mounir Hanach, direttore dei salesiani Don Bosco Damasco – Siria scrive una lettera proprio “in questi giorni in cui la capitale della Siria vive momenti difficili”.

È sempre stato così, scrive il sacerdote salesiano – in questi sette anni di guerra in Siria, ma in questi giorni si soffre ancora di più. Vengono lanciati tanti missili e colpi di mortaio sulla capitale dal Ghouta, zona della periferia di Damasco piena di Jihadisti dell’Isis e tanti altri gruppi islamici fondamentalisti che cercano di fare della Siria il loro califfato. Tanti missili stanno causando tanti morti civili e bambini, tante scuole hanno chiuso le porte. É stato ordinato il coprifuoco in tutta Damasco. Tanta è la paura dalla gente e dei bambini. Anche noi dell’oratorio salesiano abbiamo sospeso tutte le attività. I ragazzi solitamente arrivano con i pullman all’oratorio, per cui può essere pericoloso fargli attraversare la città. Abbiamo detto a tutti loro di stare in casa fino ad un miglioramento della situazione. Che al momento non arriva. Spero che la mia voce possa giungere a tutti voi, voglio rompere il silenzio assoluto che avvolge la tragedia che sta vivendo il popolo siriano, per non parlare della manipolazione dell’informazione da parte di tanti mass media in occidente. Mi affido tutti voi, amici. In questo tempo di Quaresima, tempo di preghiera e ritorno a Dio Padre. Che il sole della risurrezione tocchi i cuori dei potenti e torni la pace in questa terra martoriata. Noi continuiamo a sostenere le famiglie in difficoltà.

Con affetto,
Don Mounir Hanach

Direttore dei salesiani Don Bosco Damasco – Siria

Ci associamo all’appello di Don Mounir Hanach, pubblicando questa sua lettera sul nostro piccolo quotidiano online nella speranza che questa sua manifestazione di dolore possa fare il giro del mondo e toccare i cuori dei potenti. Noi nel nostro piccolo possiamo offrire le nostre preghiere e l’attenzione del nostro giornale alle sofferenze di un popolo dilaniato dalla guerra.

La redazione

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