Nomine “per merito” nel Corecom: La soluzione è nel rispetto della Legge

Posted on by Lucio Marengo

Dichiarazione del consigliere regionale Mino Borraccino, Presidente della II Commissione consiliare (Affari Generali e Personale). “Riteniamo, come Sinistra Italiana, che non si possa non tener conto del voto, liberalmente espresso dall’intero Consiglio regionale, sui componenti di un organo di controllo e vigilanza come quello del Comitato Regionale sulle Comunicazioni. Con legge regionale n. 14 del 1.6.2012 si modificava l’art. 3 della L.r. 3/2000 “Istituzione, organizzazione e funzionamento del Corecom”.
In particolare l’art. 1, unico, della citata legge 14/2012, tra l’altro disponeva le seguenti modifiche:
A) al comma 1 lett. a) “le parole – da cinque membri – sono sostituite dalle seguenti: – da tre membri;
B) al comma 1 lett. c) “il comma 5 è sostituito dal seguente:” i componenti del comitato restano in carica 5 anni per un solo mandato unico e non rinnovabile, ed esercitano le proprie funzioni fino all’insediamento del comitato subentrante”.
Ora, visto il parere negativo, espresso all’unanimità, della II Commissione sulla proposta di rielezione dei componenti uscenti, proprio in forza del comma 1 lett. c) della già citata legge di modifica 14/2012;
rilevata la pervicace ed inspiegabile proposta del presidente del Consiglio regionale, Loizzo, di proporre il rinnovo del mandato a rappresentanti uscenti del CORECOM, in quanto, secondo un’interpretazione del dirigente del servizio affari legislativi, dott. Giuliese (peraltro componente della stessa commissione valutatrice delle candidature al bando de quo) che recitava: “la previsione di un solo mandato, unico e non rinnovabile per i componenti del CORECOM, appare, pertanto, una caratterizzazione del nuovo organismo e non potrà che valere dalla elezione dei tre componenti del nuovo CORECOM a partire dalla decima legislatura”, interpretazione che impiega l’espressione “a partire dalla decima legislatura” SOLO per le nomine, proposte e destinazioni effettuate!
Ne consegue un alquanto singolare atteggiamento: la legge si applica con solerzia per il numero dei componenti (che scendono subito da 5 a 3; la legge invece si Interpreta “elasticamente” per la durata del mandato al presidente ed ai componenti (rinnovabili non per un solo mandato). Inaudito!
Alla luce di tutto ciò e visto il ‘consiglio’ del presidente Emiliano e la decisione del presidente Loizzo (ipse dixit) di aspettare sulla comunicazione dell’esito del voto del Consiglio regionale per rispondere ad una giusta e condivisa richiesta precisa del collega Marmo (prevedere un componente della minoranza nella terna eletta), si propone quindi:
di annullare l’elezione del professionista Blasi (non eleggibile fra i 3 componenti in forza della legge 14/2012 art. 1. comma ,1 lett. c) sostituendolo con il primo dei componenti, dopo i 3 previsti dalla legge, in ordine alle preferenze ottenute che è appunto quello designato dalla minoranza, dott. Di Chio.
In questo modo otteniamo, nel rispetto della legge, contemporaneamente più risultati:
1) rimane valido il voto espresso dal Consiglio regionale pugliese, sovrano e deputato a decidere, che nessuno può sognarsi di mettere in discussione;
2) si applica pienamente la legge 14/2012 norma che detta sulla questione specifica le regole,
3) si assicura la necessaria rappresentanza alle minoranze come democraticamente si deve fare.
Molto semplice, quindi, nel pieno rispetto della legalità, andiamo avanti”.
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