Paolo VI, il Papa del dialogo, sarà proclamato Santo quest’anno

Posted on by Antonio Curci

Papa Francesco, giovedì scorso, in un incontro avvenuto a Roma con i sacerdoti della Diocesi, ha dichiarato che “Paolo VI sarà santo quest’anno”. In relazione al libretto contenente le frasi dei Papi, Bergoglio ha detto:  “Io l’ho visto e mi è piaciuto tanto. Ci sono due Vescovi di Roma (recenti) già Santi (Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II). Paolo VI sarà santo quest’anno. Uno con la causa di beatificazione in corso, Giovanni Paolo I, la sua causa è aperta”. E poi scherzando ha aggiunto: “Benedetto e io siamo in lista di attesa: pregate per noi!”.

Paolo VI, al secolo Giovanni Battista Montini, è stato un vero riformatore della Chiesa. Del resto, chiudendo i lavori del Concilio Vaticano II, aveva parlato della Chiesa come “samaritana”, “ancella dell’umanità”. Una Chiesa vicina all’uomo, in grado di lenire le sue ferite e ascoltare i suoi drammi.

Paolo VI fu alla guida della Chiesa in un momento storico molto particolare fatto di paura e angoscia. Esemplare fu la sua presenza nella notte di Natale del 1968 all’Italsider di Taranto per celebrare la nascita di Gesù proprio in fabbrica. Un testimone autentico della fede e pastore vicino alle sofferenze dei lavoratori del siderurgico tarantino. E’ ormai storia il suo discorso sulla dignità del lavoro e sulla centralità della persona. Paolo VI è stato il Papa che ha governato la Chiesa durante le tensioni sociali causate dal terrorismo delle Brigate Rosse, culminate con il  sequestro e l’omicidio dello statista Aldo Moro. E poi ancora la crisi politico-istituzionale a seguito dello scandalo Lockheed che portò alle dimissioni dell’allora Presidente della Repubblica Giovanni Leone. E’ stato il Papa che ha varcato per primo le soglie del Vaticano, viaggiando per tutti i confini della terra, dall’Africa all’America, dall’Oceania all’Australia e all’Asia, fino alle porte della Cina. E’ stato il primo Pontefice a tenere un discorso alle Nazioni Unite nel 1965 gridando forte: “Mai più la guerra!”.

La grande testimonianza di fede di Paolo VI si è incarnata in un lavoro di riforma della Chiesa che usciva dal Concilio Vaticano II e iniziava a dialogare con la modernità. Un atteggiamento, quello del Vicario di Cristo, che non ha mai fuggito, né condannato a priori il modernismo, ma che al contrario è riuscito a cogliere i profondi cambiamenti sociali, economici e tecnici ormai in atto.

Papa Francesco non ha mai negato che fra gli ispiratori del suo pontificato c’è proprio la figura autorevole e paterna di Paolo VI che per primo ha intuito l’esigenza di una Chiesa “in uscita”, di una Chiesa sinodale capace di camminare insieme, di una Chiesa che legge la storia in modo obiettivo, che si fa compagna di viaggio dell’uomo che soffre.

Bergoglio aveva già espresso,  il 19 ottobre 2014, questo suo attaccamento a Paolo VI durante la celebrazione della sua beatificazione. «Nei confronti di questo grande Papa – disse Francesco -, di questo coraggioso cristiano, di questo instancabile apostolo, davanti a Dio non possiamo che dire una parola tanto semplice quanto sincera ed importante: grazie! Grazie nostro caro e amato papa Paolo VI! Grazie per la tua umile e profetica testimonianza di amore a Cristo e alla sua Chiesa! Nelle sue annotazioni personali, il grande timoniere del Concilio, all’indomani della chiusura dell’Assise conciliare, scrisse: “Forse il Signore mi ha chiamato e mi tiene a questo servizio non tanto perché io vi abbia qualche attitudine, o affinché io governi e salvi la Chiesa dalle sue presenti difficoltà, ma perché io soffra qualche cosa per la Chiesa, e sia chiaro che Egli, e non altri, la guida e la salva”».

«In questa umiltà risplende la grandezza del beato Paolo VI – proseguì Bergoglio -. Mentre si profilava una società secolarizzata e ostile, ha saputo condurre con saggezza lungimirante – e talvolta in solitudine – il timone della barca di Pietro senza perdere mai la gioia e la fiducia nel Signore. Paolo VI ha saputo davvero dare a Dio quello che è di Dio dedicando tutta la propria vita all’impegno sacro, solenne e gravissimo: quello di continuare nel tempo e di dilatare sulla terra la missione di Cristo,  amando la Chiesa e guidandola perché fosse nello stesso tempo madre amorevole di tutti gli uomini e dispensatrice di salvezza».

Presto Papa Paolo VI sarà proclamato Santo.

Antonio Curci

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