Ecco perchè le FSE erano in debito di sicurezza

Posted on by Lucio Marengo

Riceviamo e pubblichiamo

Il rinvio a giudizio di Viero e il caso della probabile bancarotta preferenziale da lui ordita a danno dei tanti fornitori delle Fse, ci fa tornare alla mente i tanti pasticci capitati durante quello sfortunato periodo nel quale il professore di Marostica ha calcato la scena di via Amendola. La pm Guglielmi pare abbia giustamente verificato che alcune cose sul piano della sicurezza del trasporto non funzionassero a dovere. E a ragione. Nessuno sa infatti che la manutenzione della rete sociale, delle infrastrutture e degli impianti, per volere di Viero, fu demandata ai tecnici e alle maestranze interne ben poco qualificate e/o addestrate, allo scopo evidente di risparmiare sulle manutenzioni non facendo quindi ricorso agli esperti delle ditte esterne peraltro già creditrici per lavori precedentemente eseguiti. Ma Viero sapeva che quei pochi tecnici aziendali di Fse, che sono da sempre in numero insufficiente e impreparati (ad esempio nessun esperto di elettrificazione), non erano affatto in grado di affrontare le complesse manutenzioni dei sistemi tecnologici quali segnalamento e sicurezza, elettrificazione, automazione dei passaggi a livello, ecc, installati sulla rete sociale, tanto che tutto il sistema tecnico gestionale dell’esercizio entrò subito in crisi, in maniera quasi irreversibile, proprio per l’assoluta mancanza di manutenzione ordinaria e straordinaria. I dirigenti indicati da Viero e assegnati a gestire tale situazione non hanno fatto o potuto fare nulla per cambiare le cose. Neanche lamentarsi con Viero. Anzi pare che per non irritarlo, cosa che gli succedeva spesso e facilmente, abbiano proprio peggiorato la situazione condividendo con lui che non sa nulla di ferrovie, le sue sempre più strabilianti idee manageriali, (sul punto è interessante notare che Viero nell’arco di una giornata lavorativa pare riuscisse con le sue direttive a far cambiare idea ai suoi dirigenti e collaboratori, su di un argomento, almeno 14 volte al giorno). Naturalmente le poche ditte esterne, coinvolte nei processi di fornitura e manutenzione, sono state scelte fior a fiore tra le più esposte economicamente. Quelle che non potevano di certo sottrarsi dall’effettuare le poche prestazioni richieste da Fse senza incombere nella pena, pensata da Viero, di revocare tutti i loro pagamenti e minacciandole anche di fallimento. A tal fine, il commissario Viero predispose nel primo semestre 2016 una campagna di “sensibilizzazione” di tutte le imprese creditrici e dei professionisti, mediante la promessa del pagamento immediato a chi però avesse accettato una defalcazione dei loro crediti del 30 – 50% e, in alternativa, per quelli che non avessero accettato, la loro immediata denuncia alla magistratura. Anche se non vi erano prove di eventuali comportamenti truffaldini. Chi dunque non avesse ceduto al ricatto, ditte, professionisti e fornitori, sarebbero stati denunciati. Insomma la magistratura sembrava proprio al servizio di questo tizio che sembrava arrivare da Marte. E in quel momento storico di caccia alle streghe, la cosa faceva sinceramente paura. Chi ha firmato l’accordo, ovviamente sotto ricatto, non è stato denunciato, ma guarda caso non ha però ricevuto nessuna somma…Emblematico sul punto il comportamento di Cosimo Re, (ndr. anche lui rinviato a giudizio dalla Procura di Lecce) che aveva ricevuto da Viero l’incarico di dare proprio quegli ultimatum ai creditori, che in premio per questo suo eroico comportamento, lui, con sua laurea in lettere, veniva addirittura promosso a direttore delle autolinee FSE da Viero. Insomma un kapò. Vero scriveva nella relazione al Ministro “In questo contesto il cambiamento e la nuova governance sono stati determinanti nel ristabilire il rapporto di fiducia con quelli interlocutori ai quali è stato richiesto un ulteriore sforzo nel garantire l’esecuzione di prestazioni”. Un ulteriore sforzo? Figurarsi! Tutti i fornitori erano sotto ricatto e spaventati dall’azione del Torquemada de noantri… Ci auguriamo che queste notizie che pian piano stanno emergendo e proprio dall’interno di Fse possano essere valorizzate dalla Procura che è stata indirizzata da questo “manager” ad una lettura delle carte a senso unico. E speriamo che la Legge sia davvero uguale per tutti.

Lettera firmata

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