Polizia,Carabinieri,Vigili del fuoco e Polizia locale saranno i primi a fare i conti con il DECRETO SICUREZZA

Posted on by Lucio Marengo

Polizia, Carabinieri, Vigili del fuoco e Polizia locale: saranno loro i primi a fare i conti con il decreto sicurezza.

Quando, infatti,¬†la nuova norma su cui la Camera ha posto la fiducia diventer√† legge dello Stato a verificarne l’efficienza e la funzionalit√† saranno¬†in primis¬†le¬†forze dell’ordine¬†chiamate ad applicare una legge che, secondo il¬†sindacato¬†italiano appartenenti¬†Polizia, il¬†S.I.A.P., ha alcuni punti¬†positivi e tante criticit√† a partire dal¬†sovraccarico di lavoro e responsabilit√†¬†che dovranno affrontare i tutori dell’ordine pubblico.

La posizione del sindacato di Polizia

“Per quanto riguarda il personale – dichiara a¬†Panorama.it¬†il¬†segretario generale dei S.I.A.P. Giuseppe Tiani¬†– c‚Äô√® solo un sovraccarico di lavoro che non viene bilanciato da risorse adeguate per pagare il lavoro in pi√Ļ richiesto alle forze dell‚Äôordine”.

Un¬†sovraccarico che deriva dall’aumento dei controlli, dall’azione capillare sul territorio, dal maggiore impegno richiesto negli stadi e nei luoghi pubblici e dalla¬†nuova gestione del flusso migratorio¬†con la lotta alla clandestinit√†¬†attuata da questo esecutivo.

Immigrazione e clandestinità

“Noi riteniamo – continua¬†Tiani¬†– che la scelta legittima di frenare un sistema migratorio clandestino sia pi√Ļ che condivisibile. Il nostro Paese non pu√≤ e non deve subire un¬†flusso migratorio¬†che non √® in grado di reggere; quello che per√≤ manca √® un contesto normativo di investimenti connesso all’immigrazione”.

E poi spiega: “La scelta di bloccare i flussi noi la condividiamo in pieno anche perch√© noi per primi siamo sostenitori della legalit√†, ma manca la parte¬†dell‚Äôintegrazione sociale dell’immigrato¬†e questo incide in¬†maniera seria sui¬†futuri modelli di societ√†¬†perch√© quando non hai integrazione in una societ√† multiculturale come la nostra si spinge alla ghettizzazione del diverso e questo non fa che alimentare il mercato dell’illecito”.

La mancanza di coperture economiche

Le perplessit√† del sindacato di Polizia circa la¬†manovra fortemente voluta dal Ministro dell’Interno¬†Matteo Salvini¬†sono in primis sulle¬†coperture economiche¬†per i servizi previsti dal decreto offerti alla societ√† e richiesti alle forze dell’ordine.

Secondo il¬†Segretario Generale Tiani, infatti, l’attuale esecutivo ha mancato di rispettare l’impegno alla¬†valorizzazione del lavoro dei tutori dell’ordine¬†firmando un decreto che finisce per essere una bandiera politica da sventolare per l’esecutivo, ma¬†non uno strumento legislativo adeguato per affrontare le criticit√†¬†che poliziotti e carabieri devono affrontare ogni giorno per portare a termine il proprio lavoro.

“Quel decreto – argomenta¬†Tiani¬†– per noi doveva essere una sorta di volano per ridare dignit√† alle forze dell‚Äôordine, ci aspettavamo anche qualche norma a tutela del¬†nostro operato, norma che per√≤ in quel decreto non c‚Äô√®. Alla fine, √® diventato un¬†decreto bandiera¬†che riguarda politiche messe in atto da questo Governo, che rispettiamo, ma che non fanno altro che¬†sovraccaricare il nostro lavoro¬†senza compensarlo economicamente in maniera adeguata”.

Le aspettative tradite

“Sono state tradite – continua – le aspettative che si erano generate ascoltando il Ministro del Lavoro e il Ministro dell‚ÄôInterno che avevano a pi√Ļ riprese espresso vicinanza alle forze dell’ordine. In realt√†¬†non c‚Äô√® uno sforzo normativo per valorizzare il nostro lavoro, pagarlo in maniera adeguata, rientrare negli arretrati che abbiamo da tanti anni e soprattutto ridare dignit√† sul piano funzionale alle forze dell‚Äôordine”.

“La mancanza pi√Ļ grave – precisa Tiani – e la delusione pi√Ļ profonda √® per il¬†mancato finanziamento per il rinnovo contrattuale¬†e per la mancata programmazione di un eventuale rinnovo per gli anni a venire.

Non si tratta solo di una questione sindacale di soldi in pi√Ļ o soldi in meno perch√© il rinnovo contrattuale delle forze di polizia prevede s√¨ il trattamento fisso dello stipendio, ma soprattutto il¬†trattamento accessorio¬†per le missioni, i turni di notte, il pagamento della gestione dell‚Äôordine pubblico (le cosiddette indennit√†) e questo va a ricadere sulla¬†sicurezza dei cittadini¬†perch√© se non ci sono¬†i soldi per pagare le indennit√† ai poliziotti, per strada non ci saranno agenti che possano vigilare sulla gente”.

Bene i Taser…

Sul tema della sicurezza percepita il S.I.A.P. plaude, invece, alla sperimentazione dei cosiddetti Taser, le pistole elettriche in dotazione a Vigili e Polizia. Si tratta di una sperimentazione che arriva oggi dopo anni di lavoro a livello giuridico, politico e anche sindacale e dopo un così lungo cammino per la prima volta in questi mesi gli agenti stanno provando uno strumento ritenuto utile ed efficiente.

“E’ uno strumento operativo utile anche a evitare il contatto fisico con scalmanati e facinorosi – spiega ancora il segretario generale del S.I.A.P. – ottimo¬†per fare il nostro lavoro in maniera sicura e rapida,¬†ma andrebbe discusso in¬†modo pi√Ļ ampio. Al momento, infatti, la dotazione √® piuttosto limitata, ma siamo fiduciosi che il numero delle pistole elettriche possa aumentare in tempi brevi”.

…e la lotta alle mafie

Giudizio positivo anche per l’impegno governativo a continuare lalotta alle mafie¬†con l’organizzazione¬†dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati o confiscati alla criminalit√†¬†organizzata.

“Sul piano delle confische – aggiunge¬†Tiani¬†– lo Stato non deve abbassare la guardia perch√© la confisca √® l’acqua che viene tolta alle mafie per√≤ le procedure, pur nel rispetto dei diritti individuali, devono essere snellite e devono ridursi tempi e procedure burocratiche.

I beni, poi, dovrebbero essere messi a disposizione di due categorie. La prima è quella delle categorie meno protette con la creazione di strutture come case famiglie, case d’accoglienza per vittime di abusi, case protette per anziani, portatori di handicap o soggetti deboli. Si tratta di un uso sociale del beni sottratti alle mafie che, secondo il nostro punto di vista, sarebbe auspicabile.

La seconda destinazione sarebbe la¬†riassegnazione dei beni confiscati¬†come¬†strumento logistico¬†a disposizione¬†delle forze di Polizia¬†cos√¨ lo Stato risparmierebbe denaro rispetto ai costi della sicurezza visto che l’Italia √® il paese occidentale che investe meno in sicurezza”.

Investimenti nella sicurezza

Eppure, a proposito di¬†fondi e di investimenti, nel decreto di parla anche dell’istituzione presso il Mef di un Fondo per i provvedimenti normativi di¬†riordino dei ruoli del personale delle forze di polizia e forze armate.

“Non √® un fondo, √® un’elemosina – sbotta Tiani –¬†si tratta di¬†70 milioni di euro¬†postati in finanziaria che sono insufficienti per porre in essere la parte finale del¬†decreto legislativo n.95/2017, il cosiddetto riordino delle carriere e delle funzioni delle forze di Polizia che hanno¬†subito un processo di razionalizzazione interna per rendere il sistema pi√Ļ efficiente.

La coda del decreto legislativo n.95 √® questo¬†decreto correttivo¬†che, per√≤, avrebbe avuto bisogno di un¬†finanziamento pi√Ļ adeguatoche noi abbiamo stimato in non meno di 100 milioni di euro.

Solo¬†70 milioni per tutto il comparto¬†sono assolutamente insufficienti per terminare il processo di riordino. Se, infatti, prendiamo 70 milioni di euro e li dividiamo per 450.000 operatori¬†ne derivano¬†pochi spicci a testa, insufficienti per restituire quella dignit√† funzionale alle forze dell’ordine di cui si parlava in precedenza”.

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