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Prescrizione della cartella IMU

L’Imu, imposta municipale propria, va pagata da ogni cittadino italiano che possieda una casa non destinata ad abitazione principale. In caso di mancato pagamento, il Comune, quale ente creditore, accerta, entro determinati termini, l’importo dovuto e le sanzioni per omesso o ritardato versamento. Se il contribuente non paga neppure dopo l’avviso del Comune, la riscossione dell’Imu può essere affidata all’Agenzia delle Entrate Riscossione o, come sempre più spesso accade, a società private.
Consegue da quanto innanzi che con l’arrivo della cartella di pagamento per Imu, lievitano gli importi in quanto, oltre all’imposta originaria, alle sanzioni e agli interessi, viene intimato anche il pagamento del compenso per la società di riscossione nonché le spese di notifica. Alla cartella non pagata può seguire una procedura esecutiva o una misura cautelare (per esempio il fermo amministrativo dell’auto).
Prima di sborsare cifre esorbitanti, il contribuente si chiede se la cartella sia effettivamente legittima e se, per caso, dopo tanti anni il Comune e l’agente di riscossione possano ancora pretendere il pagamento dell’Imu.
Il contribuente deve effettuare  il versamento dell’Imu per l’anno in corso in due rate di pari importo, scadenti il 16 giugno e il 16 dicembre. Il contribuente può anche decidere di pagare l’Imu in unica soluzione entro il 16 giugno.
l’Imu non deve essere pagata per le abitazioni principali non di lusso (categorie catastali A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7) e per le loro pertinenze.
La legge prevede che i Comuni procedono alla rettifica delle dichiarazioni incomplete o infedeli o dei parziali o ritardati versamenti, nonché all’accertamento d’ufficio delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti, notificando al contribuente, anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso di accertamento motivato.
È però previsto un termine di decadenza, decorso il quale il Comune non può più accertare e pretendere il pagamento dell’Imu. In particolare, gli avvisi di accertamento in rettifica e d’ufficio Imu devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati. Entro gli stessi termini devono essere contestate o irrogate le sanzioni amministrative tributarie.
Ciò vuol dire che se, per esempio, il contribuente non ha pagato l’Imu del 2013, il Comune per non decadere dal diritto di riscuotere l’imposta, deve notificare l’avviso di accertamento entro il 31 dicembre del 2018. L’accertamento fuori termine (nell’esempio, a partire da gennaio 2019) è illegittimo e il relativo importo non è dovuto.
n caso di mancato pagamento dopo l’avviso di accertamento Imu, il Comune può affidare la riscossione del credito all’Agenzia delle Entrate Riscossione o ad una società privata. Queste ultime procedono con la notifica di una cartella esattoriale o di un’ingiunzione fiscale.Anche la notifica della cartella/ingiunzione deve tuttavia avvenire entro un determinato termine, fissato dalla legge a pena di decadenza. In particolare, nel caso di riscossione coattiva dei tributi locali, il relativo titolo esecutivo deve essere notificato al contribuente, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento é divenuto definitivo
Di conseguenza, se il contribuente non riceve successivamente altri atti interruttivi della prescrizione (per esempio solleciti di pagamento, intimazioni, preavvisi di fermo amministrativo ecc.), l’Imu si estingue dopo 5 anni.
                                                                                                       Renato Corchia

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