Il primo canale russo gira a Bari un docu-film su San Nicola. Nonno Gelo cederà il posto a Santa Klaus?

Posted on by Antonio Curci

La troupe è atterrata con la reliquia del santo. Il film andrà in onda in Russia a dicembre .

Bari diventa sempre più internazionale grazie a San Nicola, il santo patrono venerato in tutto il mondo e in special modo in Russia. Proprio in questi giorni il primo canale russo sta girando un documentario per raccontare le bellezze di Bari, con uno sguardo attento all’architettura della città e al suo mare.  In particolare, però, il film parlerà della spiritualità di San Nicola e della fede di migliaia di pellegrini ortodossi che si fonde, nel nome del santo patrono barese, con quella dei cattolici. Saranno proprio i fedeli i principali protagonisti del docu-film che il primo canale russo promette di trasmettere il prossimo dicembre, che per i cattolici rappresenta l’avvento, il periodo liturgico forte che anticipa il Natale. Ma il Natale è anche il tempo di Santa Klaus, quel Santo Babbo Natale incarnato proprio dalla figura di San Nicola.

Rocky Malatesta, direttore generale del Centro economia e sviluppo italo-russo (Cesvir) che in questi giorni sta accompagnando in giro per la città la troupe russa, ha dichiarato: “La reliquia di San Nicola tornata a Bari qualche giorno fa, è stata venerata in Russia da 2 milioni e mezzo di fedeli”.

“Un frammento – ha sottolineato Malatesta – che sta unendo due popoli e due Chiese, e che è il simbolo della riapertura del dialogo tra Papa Francesco e il Patriarca russo Kirill”. “La nostra città – ha proseguito il direttore del Cesvir – è ancora una volta al centro di un momento storico che ha alla base una profonda fede. E che ora, ancora di più dopo il documentario su San Nicola, offrirà al nostro territorio una grandissima opportunità dal punto di vista turistico ed economico. Come ho già avuto modo di dire – ha concluso Malatesta – adesso il miracolo dobbiamo farlo noi, deve farlo la città e devono farlo le istituzioni, facendosi trovare preparati al meglio per accogliere un flusso di fedeli e turisti che, non c’è dubbio, sarà in costante aumento”.

Nel docu-film si potranno ascoltare le interviste all’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Francesco Cacucci, al rettore della Chiesa Russia di Bari, padre Andrei Boytsov e al professore Francesco Introna, il medico legale che si è occupato di prelevare e riporre il frammento della costola sinistra di San Nicola.

In nome di San Nicola, dunque, Bari torna al centro degli interessi del mondo ed è forse giunto il momento di internazionalizzare l’indotto che ruota intorno alla figura del nostro Santo Patrono, dal turismo agli scambi commerciali con paesi lontani.

Babbo Natale

Se in tutto il mondo Santa Klaus altro non è che il nostro San Nicola, così non è in Russia e in alcuni  Paesi dell’Est, dove il portatore di doni ai bambini a Capodanno è il più “comunista” Nonno Gelo  (in russo: Дед Мороз, Ded Moròz). Nonno Gelo non era un santo ma un demone chiamato Morozko che aveva il potere di congelare le persone. A lui erano attribuiti i decessi da assideramento, soprattutto tra gli incauti che si avventuravano per i boschi o tra i bambini che, non sorvegliati dai genitori, si perdevano. L’immaginario popolare era profondamente suggestionato dagli elementi della natura dalla cui benevolenza dipendeva la sopravvivenza dell’uomo e in particolare dalle manifestazioni estreme del rigido inverno russo, la cui rappresentazione antropomorfica nel pantheon della mitologia slava era appunto il demone Morozko.

Nonno Gelo

Non inganni l’accezione occidentale della parola demone: nella letteratura russa il демоп (démon) è uno spirito, senza alcuna particolare connotazione negativa. Protagonista di fiabe e leggende del folklore russo, Morozko apparteneva alla categoria dei démony e non era quindi propriamente malvagio. Era piuttosto un elemento di equilibrio tra il bene ed il male, severo verso gli immeritevoli ma benevolo verso le persone oneste e di buona volontà. Una fiaba tradizionale siberiana, raccolta da Alexander Afanas’ev nell’opera Fiabe Russe (Народные Русские Сказки) pubblicata tra il 1855 ed il 1863, narra di una ragazza di nome Marfusha fatta abbandonare nel bosco, al freddo, dalla malvagia matrigna che voleva liberarsene. Qui sopraggiunge Nonno Gelo che, intenerito dal buon cuore della ragazza, anziché assiderarla decide di portarla con sé e coprirla di regali, per poi punire invece la matrigna per l’ignobile atto, “congelandole” la figlia prediletta. Ecco quindi che Morozko diventa Nonno Gelo, buono con i buoni e severo con i cattivi.

E’ dunque arrivato il tempo che San Nicola, patrono di Bari e di Russia, si riprenda il ruolo di Santa Klaus-Babbo Natale e finalmente mandi in pensione Nonno Gelo, che è sostanzialmente la sua brutta copia.

Sarà questo il miracolo di Santa Klaus-San Nicola per il prossimo Natale?

Antonio Curci

About the Author