I professori milanesi che insegnano economia alle ferrovie Sud Est

Posted on by Lucio Marengo

ATR 365 003 in Sassari

È di attualità il rinvio a giudizio a Lecce del professore di economia alla Bocconi di Milano, quell’Andrea Viero, spedito in fretta e (soprattutto) furia a Bari da Delrio a “salvare” le Fse. E con Fse anche la faccia al ministero dei trasporti. A Bari invece si sta discutendo della bancarotta di Fiorillo che sarebbe poi consistita in spese extra quando già Fse era tecnicamente fallita. Questo a quanto riportato dalla stampa, che si è occupata di Fiorillo in pompa magna e in tutte le salse, mentre del rinvio a giudizio di Viero solo un piccolo trafiletto di poche righe in sesta pagina… Sulla questione bancarotta di Fiorillo ci sarà da discutere ancora molto ma se andiamo ad esaminare i capi d’accusa quali ad esempio il peculato o l’abuso di ufficio non possiamo non accostare il caso dell’ex manager di Fse con l’assoluzione dell’ormai super famoso Cateno De Luca assolto nel caso del cosiddetto “sacco di Fiumedinisi” perché il fatto non sussiste. Basta leggere le cronache che riguardano l’esponente siciliano per farsi l’idea che le azioni di Fiorillo erano bagatelle. Fiorillo ha davvero commesso tutti quei crimini che gli vengono contestati? Davvero ha effettuato quelle spese pazze per 180 milioni di euro quando già le Sud Est erano fallite? Abbiamo qualche dubbio anche perché il professore di Marostica, che pare abbia insegnato alla famosa università Bocconi, e che quindi dovrebbe conoscere molto bene la legge fallimentare, ha fatto esattamente le stesse cose quando l’ente ferroviario era già “bollito”. Infatti quando alla fine di novembre del 2015 prende il comando delle Ferrovie Sud Est la trimurti commissariale che ha continuato l’opera di distruzione, Viero per un anno e mezzo ha continuato a spendere e spandere indebitando sempre più le Sud Est promettendo ai fornitori che le loro fatture sarebbero state pagato in 60 giorni. E invece? Invece i debiti coi fornitori sono aumentati del 30%. Tutti quelli che si sono fidati di lui e dello Stato, sono rimasti col cerino in mano e se tutto va bene, prenderanno più o meno la metà della metà. Ma solo dal 2019 e a rate.  Insomma Viero li ha fregati. Ha fregato tutti. Lui che maramaldeggiava negli uffici delle Sud Est insieme suoi giannizzeri lì a spalleggiarlo a raccontare ai fornitori balle sul futuro luminoso del dopo Fiorillo, che speranzosi continuavano ad indebitarsi a favore dell’ente Sud Est che qualche volta è ente pubblico e qualche volta invece privato. A seconda di ciò che fa più comodo agli agguerriti avvocati di Viero. Ma pagati però da altri. Non certo da Viero che di denari in carriera per difendersi in Tribunale ne deve già avere spesi assai. Forse che il prode Viero non ha fatto, in proporzione, gli stessi danni di Fiorillo? Forse lui non ha raccontato balle alla classe creditizia? Forse che le sue comunicazioni sociali non fossero false o ingannevoli? Basta andare a rileggersi le carte del suo periodo di reggenza e dei tour turistici del prode professore veneto quando andava predicando che le FSE avevano smarrito la missione… Invece lui l’ha forse trovata? La risposta alla domanda giace nei binari che si chiudono solo dopo che il treno è passato. Proprio come i buoi… Non siamo professori della Bocconi, ma ci pare che siano presenti elementi tali e tanti che la Procura mentre sta verificando il bancarottiere Fiorillo, aprisse gli occhi anche sul suo omologo Viero. La legge è uguale per tutti o no?

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