Una proposta di Legge regionale per la riduzione delle liste di attesa?

Posted on by Lucio Marengo

La III commissione consiliare, presieduta da Pino Romano, ha incardinato la proposta di legge sulle “Misure per la riduzione delle liste d’attesa in sanità – Primi provvedimenti”, decidendo nel contempo di procedere alle audizioni nella seduta del 19 aprile prossimo.La questione dell’allineamento dei tempi necessari per usufruire delle prestazioni sanitarie tra l’attività istituzionale garantita dal SSR e quella svolta in regime di Alpi (Attività libero istituzionale intramuraria) – ha precisato il primo firmatario della pdl Fabiano Amati – rinviene dalla legislazione nazionale, oltre dallo stesso contratto collettivo di lavoro dei medici.
Il provvedimento prevede in particolare che se il disallineamento dovesse essere superiore a 5 giorni l’attività in regime di Alpi debba essere sospesa per “dettato di legge”.
In questo periodo di sospensione il direttore generale dell’azienda dovrà dare le necessarie istruzioni, anche integrative o in deroga all’atto aziendale, al responsabile della specialità interessata, per contrarre i tempi di attesa nel regime istituzionale. Tra questi provvedimenti rientra anche un programma finalizzato di incentivi economici in favore del personale della specialità sospesa, attingendo al fondo aziendale vincolato alla riduzione delle liste d’attesa, nel caso il motivo del disallineamento sia dovuto a carenze strutturali o di organico.
La pdl prevede anche l’obbligo per le aziende di pubblicare, ogni due mesi sul relativo sito istituzionale, i dati di monitoraggio sui tempi di attesa nell’erogazione di tutte le prestazioni erogate nell’ambito dell’attività istituzionale e di quella Alpi.
A seguire la commissione ha approvato all’unanimità il disegno di legge relativo alle “Modifiche alla Legge Regionale 29 marzo 2016, n. 4, ‘Consiglio sanitario regionale’” che ha fatto proprio l’emendamento di Saverio Congedo che integra la composizione dell’assemblea, allargandola ai presidenti degli Ordini infermieristici e a tutti gli operatori sanitari delle professioni non presenti nell’Ufficio di Presidenza. Approvati anche alcuni emendamenti presentati dal Presidente Romano per snellire l’applicazione della L.R. n. 4/2016 .

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