Quanti soldi in più versiamo nelle casse delle aziende del gas? le associazioni dei consumatori da che parte stanno?

Posted on by Redazione Metropoli Notizie

Dal 1993 il decretoLegge 412 del 26 agosto, disciplina l’accensione e lo spegni mento degli impianti di riscaldamento, ma nonostante queste precise indicazioni, le aziende fornitrici del gas di città anzichè applicare due distinte aliquote iva, ci fa pagare più tasse che consumo reale di gas. Il contratto di utenza di gas si intende promiscuo quando lo si usa per la cottura dei cibi e la produzione di acqua calda sanitaria l’iva che dovrebbe essere applicata è quella del 10% e dovrebbe riferirsi ad un periodo che dura tutto  l’anno, visto che nei termosifoni non ci infiliamo certamente vino. In casa abbiamo una sola caldaia che ci fornisce acqua calda multiuso compreso il riscaldamento  ed  abbiamo un solo contatore. Come si fa quindi a distinguere i due consuni perchè siano applicate le due distinte aliquote del 10 e del22 %? il problema è facilmente risolvibilie e con notevoli risparmi per i consumatori se le aziende del gas rispettassero le leggi vigenti che regolano l’accensione e lo spegnimento degli impianti di riscaldamento. In pratica dal 15 novembre a 32 marzo agli utenti  sarà applicata l’aliquota maggiore del 22% mentre da aprile a ottobre dovrebbe essere applicata quella minore del 10%. Per la fornitura del gas domestico le voci del’imbroglio viene divisa in A SPESA PER LA MATERIA GAS NATURALE – B SPESA PER IL TRASPORTO E LA GESTIONE DEL CONTATORE (CHE SEMBREREBBE DI ORO)- C SPESE DI ONERI DI SISTEMA, IN TOTALE CI SONO DA PAGARE IL 65 DI TASSE E IL 35% DI CONSUMO. Questa sarebbe la Giustizia italiana? Da che parte stanno le varie associazioni dei consumatori? Molti giudici di pace hanno dato ragione ai ricorrenti, ma in Italia ornai le leggi le rispettano solo le persone per bene. Ci sono avvcati disponibile ad affrontare questa battaglia di giustizia non applicata? Vedremo!

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