Quanto spazio agli strani dolori del (quasi)giovane Vacchi…

Posted on by Redazione Metropoli Notizie

 

Un quotidiano nazionale ha strombazzato ai quattro venti che il dj Gianluca Vacchi, il rampollo della famiglia Vacchi, leader indiscusso nel campo delle macchine automatiche per il packaging, fatturato oltre un miliardo di euro, sarebbe in rosso per circa 10 milioni con un istituto bancario del nord. Con tutti i problemi che assillano il nostro paese, un quotidiano del nord dai bilanci in rosso…, ha dedicato le prime due pagine del numero di ieri al cinquantenne d’assalto che per mantenersi in forma pare si immerga tutti i giorni in una soluzione chimica a meno 110 gradi centigradi. L’articolo racconta di pignoramenti su pignoramenti dei beni personali del delfino di casa Vacchi esponendolo così al solito pubblico ludibrio. Senza manco averlo intervistato sul punto. Ma cosa sono 10 milioni di euro di debiti suoi personali rispetto ai circa 600 milioni di buco lasciato dalla famiglia “svizzera” De Benedetti sul groppone del Monte dei Paschi? Abbiamo detto che il debito del dj Vacchi è fatto di soldi suoi ma tuttavia ecco che il solito giornalista d’assalto, pare abbia convinto il direttore del quotidiano a pubblicare una notizia della quale francamente non se ne sentiva affatto il bisogno. Ma dato che il “nostro” dj è amico di Briatore e di altre celebrità, viaggia con aerei privati e barche da sogno contornato da belle ragazze, ecco scattare l’agguato della stampa che spesso è incinta proprio come la mamma dei cretini. Che ne può sapere il giornalista del perché di questa azione legale della banca nei suoi confronti? Quale logica e quale perché si celano dietro il diniego di Vacchi a voler fare fronte ai propri impegni? Forse a causa degli interessi da strozzino? Forse che non si sa che le banche spesso applicano interessi da usura? E che stanno strozzando tutti i piccoli imprenditori ma che hanno permesso che un manipolo di truffatori abbiano rubato al sistema bancario? 10 miliardi sono costate le banche venete e 50 il quasi default del MPS. Soldi rubati sotto al naso di Banca d’Italia altra istituzione del tutto inutile. E noi dovremmo strapparci i capelli per 10 “miseri” milioni del rampollo di casa Vacchi? Soldi suoi dunque. Patrimonio suo. Sarebbe ora che questi valenti giornalisti basassero i loro articoli su fatti veri e provati e solo dopo avere sentito il diretto interessato. Mai un contradditorio! Spesso infatti i loro articoli si basano su pettegolezzi o peggio sulla fuga di notizie. Sarebbe meglio che scrivessero del perché mai i giovani in massa seguono questi rapper (Vacchi ha 12 milioni di seguaci) che come in un grande show esibiscono le loro vere o presunte ricchezze instillando nei giovani l’idea del sogno americano. Del resto cosa aspettarci da un mondo dove non vi è più morale, dove i genitori non sono più in grado di trasmettere valori etici, dove il padre di un primo ministro è coinvolto in uno scandalo da 2,4 miliardi, dove i ladri non vengono assicurati alla giustizia ma se rubi una mela ecco che ti danno un anno di galera. Un paese il nostro dove le leggi vengono applicate spesso a capocchia. Insomma ci pare che il caso Briatore-Twiga prima e adesso quello di Vacchi dimostrano che siamo un paese rancoroso, spesso invidioso al punto tale che potremmo dire che vi sia un odio incondizionato per chi ce la fa. Per chi è riuscito nell’impresa meglio di noi. Forse una mentalità provinciale e davvero tutta italiana

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