Senza categoria

Raggi e dintorni

Perché il caso della AMA di Roma e delle Ferrovie del Sud Est sono identici

L’Espresso pubblica oggi l’articolo che disvela le politiche di bilancio dalla sindaca di Roma Raggi per rappresentare ai terzi una realtà affatto diversa della municipalizzata della spazzatura.

Il cda dell’Ama, si dice nell’articolo, presenta un bilancio 2017 in utile per mezzo milione. Il collegio sindacale approva. La società di revisione approva. Ma il Campidoglio (e il collegio sindacale) cambia improvvisamente idea e boccia il bilancio. Ci sono 18 milioni di crediti sui servizi cimiteriali che l’Ama vanta dal Comune ed inseriti a bilancio sin dal 2008 (… come per FSE i crediti nei confronti della Regione inseriti fin dal 2004…) ma che il Comune adesso non vuole riconoscere, chiedendo di cancellarli e rifare il bilancio questa volta in rosso. Ma l’amministratore di Ama deve aver fiutato qualcosa perché si rifiuta di obbedire perché i crediti sono certi. Infatti, è curioso che una società, soprattutto se pubblica, faccia di tutto per chiudere in perdita. Ma non è finita qui: un’altra dirigente dell’assessorato all’Ambiente denuncia pressioni dei vertici comunali perché ritirasse una determina con cui ha certificato la correttezza del bilancio del cda dell’Ama. L’unica concessione che l’amministratore di Ama è disposto a fare è un fondo rischi, ma conservando l’attivo di bilancio.

Vi ricorda qualcosa di FSE? Bilanci approvati, crediti decertificati da Deloitte, Regione che non paga e amministratore licenziato? Uguale. Il risultato è stato il licenziamento in tronco dell’intero cda della municipalizzata. Ma quale era il fine di questa cancellazione dei crediti dal bilancio della società romana? Lo spiega proprio, l’ex amministratore di Ama, il dottor Bagnacani, alla Repubblica: «in Regione in una audizione mi sono lanciato in una interpretazione. Ho detto che la delibera che apre dopo due rendiconti in perdita alla privatizzazione di Ama non è stata cambiata. Quell’atto è l’ostinazione a portare l’azienda in una direzione». Quale direzione? Dice ancora la Repubblica, «sospettano che il disegno sia quello di mandare in crisi l’Ama per mettere la pratica rifiuti in mano all’Acea. Chissà. Ma se davvero fosse questo l’obiettivo, bisognava arrivare a tanto?». In soldoni si dice che la Ama doveva essere inglobata da Acea. Vi ricorda qualcosa di FSE? Ceduta gratis alla Ferrovie dello Stato? 

Insomma, da quanto si legge oggi sui giornali, se l’Ama fosse uscita in perdita per due anni consecutivi, avrebbe potuto essere ceduta. Ciò detto abbiamo trovato la conferma del teorema FSE, che ha molte assonanze di quanto in narrativa sta succedendo a Roma. In Ama ci sono 18 milioni di crediti sui servizi cimiteriali che l’Ama vanta dal Comune ma che il Comune non riconosce mentre in FSE ci sono 130 milioni che il Consiglio di Stato attribuisce alle FSE ma che la Regione Puglia non riconosce. E da qui si parte:

  • 1.    Qualcuno vuole che l’Ama venga ceduta e servono due bilanci di fila in rosso. Anche in FSE qualcuno vuole che venga ceduta e occorre che vi sia un buco di bilancio. Più grosso è meglio è. Se poi è condito da truculente fanfaluche di mazzette con retroscena vaticani  meglio ancora, così come raccontato nel romanzo del famoso giornalista locale barese.
  • 2.    Il buco di bilancio deve essere certificato dai sindaci. In Ama i sindaci prima negano che il bilancio fosse in rosso ma poi cambiano idea. Anche in FSE i bilanci (in utile) di FSE vengono approvati da sindaci che poi cambiano idea e da un utile si passa a un profondo rosso certificato da una società indipendente (?) esterna che però, guarda caso, non si assume alcuna responsabilità delle conseguenze di quello che dice e il commissario governativo ammette candidamente di non aver neanche letto i bilanci.
  • 3.    Se l’amministratore di Ama avesse accettato di taroccare il bilancio, tutti i problemi di Ama si sarebbero risolti perché, dice l’Espresso, la Raggi avrebbe negoziato con le banche un prestito da 205 milioni e i fornitori, che nel frattempo non fornivano più i pezzi di ricambio ai mezzi compattatori, sarebbero stati pagati. Anche in FSE i fornitori non fornivano più e il servizio era al collasso ma se Fiorillo avesse accettato di azzerare alla Regione Puglia, il credito di 130 milioni, la Regione avrebbe sbloccato i pagamenti e tutto si sarebbe risolto.

Ecco riassunti in tre punti quello che verosimilmente potrebbe essere accaduto alle Ferrovie del Sud Est. Il tutto naturalmente a spese degli utenti e dei fornitori maciullati dall’infame falcidia del concordato. Quando l’amministratore di Ama è stato licenziato, come lo fu Fiorillo, su di lui è stato detto tutto il male possibile tanto è vero che Bagnacani per difendersi ha addirittura dovuto portare in Procura le registrazioni delle conversazioni con la Raggi.  Forse anche Fiorillo avrà conservato le registrazioni nelle quali l’assessore Giannini lo convinceva a rinunciare a quei crediti. Forse anche Fiorillo con quei soldi avrebbe potuto pagare i fornitori e garantire il servizio. Forse Fiorillo avrebbe dovuto capire prima in che “casino” si era messo contro quei poteri forti locali che volevano oltre che il business del trasporto (su gomma) anche qualcosa di più. Forse Fiorillo sarebbe ora che iniziasse a raccontare i segreti della vicenda e non si comprende il perché in tutti questi anni abbia voluto mantenere un profilo che dire basso è un eufemismo, nonostante le mazzate che quotidianamente gli arrivavano da ogni dove. E quindi, fermo il resto, se a Roma vogliono la testa della Raggi, a Bari si dovrebbe chiedere la testa del presidente della Regione…

Related posts

Moro Martire Laico, il 9 aprile appuntamento a S.Pietro Vernotico

Redazione Metropoli Notizie

Forza Italia,Vitali: tutto cambia perchè nulla debba cambiare?

Redazione Metropoli Notizie

Conca: In Puglia il dramma di troppi ammalati di cancro, 22 mila ogni anno oltre ai centomila.

Redazione Metropoli Notizie

Caro Di Maio, ma non dovevate ridurre deputati e senatori? Promesse da marinaio?

Redazione Metropoli Notizie

1° CONGRESSO REGIONALE KONSUMER PUGLIA

Redazione Metropoli Notizie

BUCHI NERI: le prime foto nella storia

Redazione Metropoli Notizie

Questo sito utilizza cookie per finalità esclusivamente tecniche. Proseguendo nella navigazione si accetta l'uso dei cookie. Accetto Leggi di più

Privacy & Cookies Policy