Refezione Ospedaliera: Conca (M5S) riportare le cucine negli ospedali, come già fatto a Bologna

Posted on by Lucio Marengo

Refezione ospedaliera. Conca (M5S): “Riportare le cucine negli ospedali come fatto al Sant’Orsola di Bologna”Lettera aperta del consigliere del M5S Mario Conca al Presidente/assessore alla Sanità Emiliano.“La Giunta regionale invece di continuare a ostinarsi con l’ennesima gara centralizzata da 320 milioni di euro a lotto unico, sulla ristorazione ospedaliera, dovrebbe prendere esempio da quanto fatto all’ospedale Sant’Orsola di Bologna, dove al centro cottura hanno preferito la cucina interna e alla piattaforma alimentare il km zero. Per capire di cosa sto parlando la invito a vedere il servizio andato in onda nel corso del programma  “Petrolio”. Sono anni che si parla di questa gara ma Innovapuglia si è arenata ed è il caso di dire che nessuno sa cosa bolle in pentola. Nel frattempo continuano le proroghe illegittime in tutte le ASL, con punte di 15 anni nell’azienda sanitaria di Lecce e prezzi che arrivano fino a 18 euro per giornata alimentare e ci tocca assistere  agli spostamenti di centri cottura che peggiorano la qualità delle pietanze. Le gare regionali, ad oggi, sono state un fallimento e hanno fatto raddoppiare o addirittura triplicare i costi. Una industrializzazione che consoliderà oligopoli, sfaldando la piccola e media impresa; farà scadere la qualità del cibo in nome della sicurezza alimentare e porterà a un aumento della spesa. Le chiedo perché in Puglia non si può fare quello che si sta facendo in Emilia Romagna? Cucine interne plastic free, un costo di 14 euro al giorno e pietanze gustose? La scusa è che non sia possibile adottare quel modello perché molte cucine ospedaliere non sono utilizzabili non avendo l’agibilità. Com’è possibile? Vuol dire che dobbiamo dichiarare inagibili tutti gli ospedali che le ospitano? La verità è, evidentemente, un’altra:  si pensa più al business che si potrebbe fare con il cook and chill e il fresco caldo, che alla sostenibilità ambientale, alla gradevolezza dei cibi, al risparmio sulle giornate di degenza, alla salute pazienti in corsia e dei lavoratori. Tutti aspetti di cui a questa politica sprecona e inconcludente non importa assolutamente nulla. Optare per il modello Sant’Orsola non solo non costerebbe di più ma a regime la spesa annuale per la refezione si azzererebbe. Se i pasti fossero preparati in ospedale, oltre a servire pietanze più gustose e più nutrienti, potremmo azzerare i costi e addirittura guadagnarci centinaia di milioni di euro all’anno.  Il cibo è parte integrante della terapia e se il paziente mangia meglio può anche guarire più in fretta, riducendo la durata della degenza. Considerato che nel 2017 abbiamo registrato 480 mila ricoveri e che in media un posto letto costa 800 euro al giorno, anche un solo giorno di degenza in meno produrrebbe un  risparmio di milioni di euro per la collettività. Se lo fanno all’ospedale Sant’Orsola di Bologna perché non lo possiamo fare anche nei nostri ospedali? Presidente Emiliano, per una volta riusciamo a fare gli interessi dei pugliesi?”

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