Salvini e Di Maio fingono di litigare, tutto il resto è noia. gli italiani sperano!

Posted on by Lucio Marengo

Salvini e Di Maio, chi più chi meno continuano a guadagnare consensi e quello che rimane di un centro destra lacerato al proprio interno, confuso, alla ricerca dei una posizione da occupare attraverso i comunicati insignificanti e ripetitivi delle due portavoci rimesse a nuovo e di un aspirante leader che Berlusconi vorrebbe piazzare a capo di una coalizione che esiste potenzialmente solo nella fantasia di chi ancora non ha capito che il quadro politico italiano è totalmente cambiato e condizionato da una rete che dopo decenni ha consentito e consente di dare voce ad un popolo che non ha mai contato nulla. Tajani, lo stesso Berlusconi,la Meloni i commenti della stampa di una ipotesi di destra che ogni giorno parlano di una crisi di governo che non c’è e non si accorgono che sarebbe stato più semplice che il cavaliere dopo aver preso atto di questa fase delicata della politica italiana, anzichè riesumare un leader che tale non è, proprio nella persona di  Tajani, avrebbe potuto proporre  la indicazione di Matteo Salvini quale  capo del centro destra rivisitato. In questo momento la Lega pare pssa essere indicato come il partito che raccoglie i maggiori consensi perchè il suo populismo ha  condiviso da milioni di italiani che vivono nella incertezza di una malasanità che fa più male che bene, dalla mancanza di sicurezza, di una giustizia che diventa sempre meno credibile. Piace o no, la Lega oggi continua a crescere, il M5S comincia a decrescere perchè il reddito di cittadinanza diventa meno certo, ed a messo a nudo la mediocrità dei suoi ministri dovuta alla loro inesperienza. Salvini comunque sappia che in politica si scende con la sessa facilità con cui si sale e con cui ha convinto specie gli italiani del meridione d’Italia ad un voto che rimane contro natura perchè storicamente la lega non è mai stata generosa con quella che hanno sempre definito con il termine “terronia”. Forza Italia deve recuperare i consensi che ha perduto in questi anni e ricordare che la politica dei comunicati stampa è terminata da un pezzo, e che occorre ritornare sui territori e parlare con la gente.                                                                          Prf. Marengo

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