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Sbatti il mostro delle Sud Est in prima pagina

A rileggere dopo mesi le accuse formulate dalla stampa di parte, e le fantasie che si sono dette sulla questione delle Sud Est ed in particolare su Fiorillo c’è da farsi accapponare la pelle. In particolare in uno di questi passaggi si fa riferimento a circostanze fattuali, comportamenti gravi, responsabilità manageriali per oggettive alterazioni contabili che rendevano per anni sostanzialmente impraticabile uno effettivo controllo delle dinamiche societarie sia da parte del ministero sia del collegio sindacale. Fiorillo insomma avrebbe celato una gestione aziendale condotta in modo irregolare e pregiudizievole per gli interessi della società i cui bilanci sarebbero falsi dal 2004 al 2014 ovvero alterati dalla rappresentazione di poste attive inesistenti. Le poste attive inesistenti a ben vedere sono i famosi crediti che FSE vantava nei confronti (anche) della regione la quale, pur di non pagare, chissà cosa si sarebbe inventata. La cosa che brucia di più di tutta questa enorme massa di ca..ate è che non solo i crediti c’erano eccome, ma che tutti ne erano al corrente, anche l’assessore Giannini che pur di evitare di mettere mano al portafogli aveva proposto una datio in solutio dando i treni. I crediti vi erano anche durante l’approvazione del bilancio laddove è lo stesso direttore del ministero Digianbattista ad invitare Fiorillo a iscrivere 20 milioni di attivo e di fare tutto il possibile per cercare di recuperare quelle ingenti somme dalla riottosa regione Puglia che aveva altro cui pensare. I valenti legali pagati da Viero per incastrare Fiorillo hanno fatto poca fatica, dal momento che già la Corte dei conti, sbagliando, si era intromessa andando a giudicare chi non avrebbe potuto giudicare e sol basandosi su dei verbali della guardia di finanza, dei pvc che saranno poi oggetto di vittoriosi ricorsi da parte di FSE. I sindaci, che l’articolo di stampa fa apparire come tre ragazzini al primo anno di ragioneria, bellamente circuti dal manigoldo di turno, stride con la realtà dei fatti essendo i tre, importanti funzionari statali e che in diverse occasioni hanno avuto modo di insistere con Fiorillo a che finalmente si mettesse mano ai treni che erano vecchi di 70 anni e cadevano a pezzi. Per la Corte dei conti prima e i legali di Milano di Viero poi, l’acquisto di treni e carrozze appaiono solo un furbo espediente per mettere qualcosa in tasca ad un amico di famiglia, amicizia peraltro mai provata e improvabile. I treni dice il ricorso tributario di FSE, sono stati comprati al prezzo giusto e folle è stata la scelta della Procura di nominare un perito che non capiva un “acca” di treni anche se ricopre ancora un importante incarico, ma che, a quanto si sussurra, è stato obbligato a scrivere quella perizia proprio allo scopo di danneggiare Fiorillo. Insomma riteniamo vi sia spazio per i giudici che da domani in poi dovranno ascoltare le parole di Viero, di leggere tra le righe di una indagine che per quanto detto ci pare basata più su uno esproprio da parte della regione in danno al Ministero dei trasporti, cioè a tutti noi, per non pagare il dovuto assillata come era da debiti ingentissimi e da un sistema di rapporti do ut des pre-elettorali da gestire. La tanto evocata trasparenza, cozza nel caso delle Sudest contro le evidenze dei fatti individuate però non già a Bari ma a Roma ove la Cassazione ha più volte espresso dei dubbi circa l’operato del Tribunale sia in questo processo che in quello dei treni d’oro, che come una minestra riscaldata di tanto in tanto viene tirata fuori. In conclusione il grimaldello rappresentato dalla due diligence usato a suo tempo prima dalla regione e poi da Viero, sembra essere un po’ spuntato. Dopo che tra l’altro, la stessa società Deloitte (citiamo solo alcuni casi ma l’elenco è lungo) è stata condannata a Trento per truffa, per fatture false alla Girgenti acque, e sanzionata di 6 milioni dalla Agcm per le consulenze alla Consip. Da quale pulpito poteva arrivare la predica a Fiorillo? Non certo dalla Deloitte che ha un contratto miliardario con la regione Puglia per l’attività di procurement pagato 5.559.000 a valere sul Fondo sociale europeo. Né ovviamente da Viero pluricondannato dalla Corte dei conti e pluri indagato a Lecce per le mancate sicurezze sul lavoro quando era commissario.

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