Scarcerati due dei tre aggressori del giovane Ciatti. Benvenuti in Europa dove tutto è possibile

Posted on by Antonio Curci

Le immagini del pestaggio del giovane Niccolò Ciatti, avvenuto nella notte tra venerdì e sabato in Spagna, in una discoteca di Lloret de Mar, sono ormai entrate con prepotenza negli occhi di tutti, vista la loro diffusione capillare in rete. Immagini crude che non lasciano scampo ai responsabili di un omicidio così efferato.

La giustizia prevede che le indagini svelino chi dei tre balordi ha sferrato il colpo mortale, come se le altre percosse fossero meno gravi. Il povero giovane è stato brutalmente assassinato dalla follia omicida di un gruppo di tre persone e come tale andrebbe processato.

E invece cosa accade nella civilissima Spagna, paese di un’Europa che fa acqua da tutte le parti? Due dei tre responsabili della morte di Ciatti vengono rimessi in libertà e se ne tornano a casa, in Francia, dove hanno richiesto l’asilo politico.

Qualche domanda va fatta.

Perché i giudici hanno rimesso in libertà due dei tre aggressori?  E poi… come è possibile che in una discoteca che ospita oltre duemila giovani, ci fossero soltanto nove addetti alla sicurezza? Come è possibile che in Europa non vengano applicate le norme sulla sicurezza dei luoghi pubblici? E i controlli dove sono? La discoteca è stata chiusa dopo l’omicidio. Ma ci deve sempre scappare il morto prima di correre ai ripari?

“Non conosco le procedure legali. Ma quello che chiede la nostra comunità e quello che chiede la famiglia, che ho incontrato stamane, è che sia fatta giustizia per un delitto così efferato e insensato”. A proferire queste parole è il sindaco Sandro Fallani, primo cittadino di Scandicci, un paese in provincia di Firenze, dove viveva lo sfortunato 22enne insieme alla sua famiglia.

Il padre di Niccolò, Luigi Ciatti è furioso: “Anche gli altri due ceceni già rimessi in libertà dovrebbero essere in carcere”, ha detto  in un’intervista al Tg3 Toscana. “Certo – ha continuato Luigi Ciatti rispondendo alla domanda se anche gli altri due dovrebbero essere arrestati -, che abbiano le loro conseguenze per quello che hanno fatto. Perché evidentemente dalla polizia spagnola scappavano e non credo scappassero tanto per fare. Evidentemente, qualcosa avevano da nascondere”.

Il padre getta un’ombra sul possibile passato dei tre: “Penso siano dei professionisti del male”. In effetti la polizia locale, che sta lavorando per far luce sul loro passato, non avrebbe dubbi sul fatto che i tre ceceni fossero persone con una formazione paramilitare e dunque ben addestrati ad azioni violente. Tutto questo lo chiariranno gli inquirenti. Resta il fatto che i due giovani rilasciati, stando al racconto del padre del ragazzo ucciso, non erano indifferenti al pestaggio, anzi “erano loro che tenevano lontano i suoi amici dal cercare di aiutare Niccolò”.

“Il Governo – ha dichiarato il sindaco di Scandicci – sta gestendo la cosa con l’ambasciata sia per il rimpatrio che per chiedere che le indagini facciano chiarezza”.

Questo è tutto? E l’Europa dov’è? E’ possibile che si possa essere scarcerati dopo due giorni a seguito di un omicidio così efferato e che, addirittura si possa tornare in Francia?

Certo, le indagini devono fare il loro corso, ma quel senso di giustizia che sembra mancare in queste circostanze non addolora solo i familiari, ma tutta quella comunità civile europea che esige risposte certe e nel minor tempo possibile.

Antonio Curci

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