Sciopero dei penalisti forse una farsa?

Posted on by Lucio Marengo

Leggiamo e riportiamo dalle pagine del quotidiano “Basilicata 24”:

«Da cittadini siamo preoccupati. Preoccupati perché un altro cittadino subisce una vera e propria persecuzione giudiziaria. Lo sanno anche le pietre che la misura cautelare a carico di Pittella era ed è assolutamente esagerata. La Corte di Cassazione non ha fatto altro che ribadire l’ovvio: “L’arresto non era supportato da gravi indizi di colpevolezza.” E quanto al pericolo di reiterazione, basato sulla possibilità di ricoprire nuovi incarichi la Corte aggiunge: “Il giudice non può spingersi fino a ritenere adeguata una misura cautelare per comprimere l’esercizio del diritto costituzionale di elettorato passivo”. Nonostante ciò il gip di Matera ha rigettato, nella giornata di ieri, l’istanza dei legali del governatore lucano di revoca del divieto di dimora a Potenza. In ogni caso, sulla questione dovrà esprimersi il Tribunale del Riesame ma la decisione del gip di Matera potrebbe apparire come una grave persecuzione nei confronti di un cittadino. Vorremmo credere invece che si tratti di una difesa ad oltranza delle decisioni assunte a suo tempo. Deve essere dura per un giudice ammettere di aver sbagliato, nonostante la Cassazione abbia “sancito” l’errore. Quasi certamente dovremmo pagare a Pittella il risarcimento per ingiusta detenzione. Noi cittadini pagheremo, non il gip, non i magistrati. Questa è roba da Csm. Ma è anche roba da far riflettere chi, in questi mesi, non si è indignato affatto per questo ennesimo episodio di presunta “arroganza” giudiziaria. Quando la magistratura assume l’arbitrario dovere di giudicare il comportamento politico e morale, e non penale, di un cittadino siamo tutti in pericolo». Lo stiamo dicendo ormai da troppo tempo. 

È arrivato il momento che la parte sana della politica (se c’è) intervenga sulla questione della responsabilità diretta dei magistrati. Troppi sono gli errori e soprattutto al sud Italia. E Bari ha il record negativo. Gli errori giudiziari e le ingiuste detenzioni sono costati allo Stato quasi 37,7 milioni di euro nel solo 2017, secondo i dati Mef, con 1.013 casi di persone arrestate per sbaglio. Catanzaro con 158 casi guida la classifica anche dei risarcimenti – quasi 8,9 milioni -, seconda Roma con 137 vittime e poco meno di 4 milioni versati. Il fenomeno prevale come detto al Sud – 8 città nella top 10 – con Napoli 113 casi (2,87 milioni) e Bari con indennizzi per oltre 3,5 milioni (94 persone) a contendersi la terza posizione. La Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane ha proclamato due giorni di sciopero contro la riforma della prescrizione di fronte alla scelta della maggioranza di governo di “ignorare le unanimi critiche avanzate dalla comunità dei giuristi italiani”. La protesta sarà attuata il 17 e il 18 dicembre, data in cui si terrà una manifestazione nazionale a Bari.  È di sicuro un bene che gli avvocati manifestino contro quella che pare essere una riforma assurda che comporterà per lo Stato ulteriori costi e per le vittime di imbrogli, ulteriori ingiustizie patite a causa di magistrati incompetenti e talvolta sfaticati. Si potrà dire sfaticati? In tutti i settori vi sono gli sfaticati, anche nella chirurgia. Ma il solo settore che non paga mai è la magistratura. Perché?

. In alcuni casi, e in processi ad alta visibilità, taluni avvocati pare abbiano messo il silenziatore, sol per evitare al pm di turno una figuraccia. Do ut des, insomma. Una mano lava l’altra. Insomma contano più le moine in aula delle leggi e numerosi sono i soprusi a cui noi tutti possiamo essere sottoposti. Sì, parliamo di soprusi! Perché è ora di finirla di mettere in galera persone per bene. La Legge è legge e va rispettata e se il magistrato sbaglia deve pagare. Basta voli pindarici da parte di investigatori alle prime armi e mossi solo dall’invidia e dalla incompetenza. E gli avvocati devono fare il loro mestiere e far valere i diritti dei loro assistiti. Se i processi durassero un anno o due al massimo, questi  comportamenti non avrebbero più alcun senso. Ma gli avvocati, di sicuro, guadagnerebbero di meno!

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