“Su di te sia pace! Cristiani insieme per il Medio Oriente”

Posted on by Antonio Curci

Conferenza stampa di presentazione della Giornata di Preghiera Ecumenica per la Pace con il Santo Padre Francesco, i Patriarchi e i Capi delle Chiese e delle comunità cristiane del Medio Oriente, prevista per sabato 7 luglio a Bari

Si è svolta nella mattinata di martedì 3 luglio 2018, presso la Sala Priorale della Basilica di San Nicola in Bari, la conferenza stampa di presentazione della Giornata di Preghiera Ecumenica per la Pace con il Santo Padre Francesco, i Patriarchi e i Capi delle Chiese e delle comunità cristiane del Medio Oriente, che si terrà il prossimo 7 luglio a Bari.
La conferenza si è svolta in contemporanea con la presentazione tenutasi presso la Sala Stampa della Santa Sede a Roma, ed è stata introdotta da don Carlo Cinquepalmi, responsabile per le comunicazioni sociali dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto.
Il primo a prendere la parola è stato Mons. Francesco Cacucci, Arcivescovo della Diocesi di Bari-Bitonto, il quale ha evidenziato il carattere ecumenico dell’invito alla preghiera proposta dal Pontefice. Ecumenismo che si sviluppa in tre dimensioni principali: quello della vita, della santità e del sangue. L’eccezionalità di questo incontro, insieme di preghiera e di riflessione, sta proprio nel voler riunire tante chiese patriarcali nel segno della vera unione e carità fraterna.
Cacucci ha sottolineato l’’importanza della presenza cristiana in quelle regioni, presenza fondamentale per un cammino di pace nel Medio Oriente colpito da guerre e persecuzioni, e garanzia di equilibrio politico e sociale del territorio. Ma questi “rimarranno nella regione solo se la pace sarà ristabilita”.
È necessaria la presenza dei cristiani in Medio Oriente, in quanto terra di origine del cristianesimo. Questa regione occupa un posto unico nel movimento per l’unità dei cristiani e solo approfondendo le loro radici comuni, si possono trovare percorsi di unità.
“L’evento che ci apprestiamo a vivere – ha ricordato – ha un valore di invocazione di pace, di preghiera, di riflessione su questa martoriata regione. Ha un valore ecumenico di grande rilievo perché permette di camminare insieme proprio partendo dalla sofferenza comune”.
Bari, la città di san Nicola, “più volte è stata luogo di incontro tra Oriente ed Occidente”. Ed è questo uno dei motivi che hanno indotto il Papa a sceglierla come Città “finestra sul Medio Oriente”.
Perché la scelta di Bari? Padre Giovanni Distante, priore della Basilica di San Nicola, nel suo intervento ha evidenziato come questa sia stata davvero una “scelta provvidenziale”: nella preghiera per la pace di sabato, la diversità delle confessioni di provenienza dei partecipanti non sarà vissuta come rivendicazione di identità ma come pluralità e ricchezza dell’unica Chiesa di Cristo.
Con gioia, allora si accoglieranno il Santo Padre, i Patriarchi e i capi delle Chiese Cristiane del Medio Oriente, ma una gioia mista a sofferenza per gli atti di distruzione e morte di cui sono vittime questi nostri fratelli.
Padre Distante ha voluto evidenziare quelli che per lui sono i tre momenti di alto e chiaro senso ecumenico della giornata di sabato: l’accensione della lampada uniflamma da parte del Santo Padre, immagine della comunione d’amore tra le Chiese, il pullman scoperto che trasferirà tutti i partecipanti dalla basilica sul lungomare per la preghiera comune, mostrando una fraterna concordia tra le Chiese, e il messaggio finale congiunto letto al termine della riflessione a porte chiuse, con il quale si indicheranno percorsi nuovi di unità tra i cristiani e solidarietà tra le nazioni.
Loredana Capone, Assessora all’industria turistica e culturale della Regione Puglia, con il suo intervento ha voluto sottolineare come per la Regione Puglia sia un onore ospitare un evento per la pace e la salvaguardia dei diritti di ogni essere umano. “Oggi parliamo di muri, di frontiere con fili spinati”. Ed è proprio il Papa a stimolarci a superare ogni barriera e chiusura con l’invito a questo incontro di pace così grande e importante. Sono le difficoltà che ci fanno stringere e costringere all’unità – ha proseguito – e quest’evento è punto di partenza per un impegno ad andare oltre il proprio perimetro ed unirsi ad un unico e grande messaggio di pace. “Ci piace – ha concluso – che la Puglia si rappresenti al mondo come la regione della pace” e terreno di dialogo.
Orgoglio condiviso anche dal Sindaco della Città Metropolitana di Bari, Antonio Decaro, che ha affermato come il capoluogo pugliese, celebre ponte tra Oriente e Occidente, sia pronto ad accogliere questo evento di portata internazionale.
Quello di sabato, 7 luglio, sarà per Bari – storica finestra sull’Oriente e viatico di fedi e culture – l’occasione per mostrare il suo volto più umano e accogliente.
A conclusione, alcune anticipazioni sulla liturgia e le necessarie “note tecniche e organizzative”.
Il Santo Padre e i Patriarchi pregheranno insieme ai fedeli sul lungomare Giannella, a sottolineare lo sguardo universale sul Mediterraneo. La preghiera per la pace in Medio Oriente sarà recitata anche in altre lingue, tra cui l’arabo e il siriarco-armeno.
Significativo sarà il rito dell’accensione della lampada uniflamma nella cripta della Basilica, sulla tomba di san Nicola, ma anche l’incessante preghiera che accompagnerà il dialogo a porte chiuse tra il Papa e i Patriarchi sul sagrato della Basilica.
In questa conferenza stampa sono stati ufficialmente resi noti i nomi dei Patriarchi e dei Capi delle comunità cristiane del Medio Oriente che prenderanno parte all’incontro ecumenico.

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