Soffiare sul fuoco delle Sud Est è diventato ormai uno sport nazionale

Posted on by Lucio Marengo

Ci risiamo. Nonostante la deflagrante notizia della sentenza della Cassazione che ha “rimandato” le carte processuali al tribunale (proprio come una volta capitava agli studenti impreparati…) alcuni giornali continuano ad imperversare con il solito tran-tran dei treni d’oro. Del resto chi su questo argomento ci ha sempre mostrato na convinzione di colpevolezza, è difficile possa ipotizzare una possibile mea culpa. E purtroppo i tempi della Giustizia sono così tanto dilatati che non vi è modo di metter a tacere una volta per tutte, e nelle sedi adeguate, il pettegolezzo. Perché questo è. Solo una annotazione: i prezzi dei famosi treni polacchi pare che in listino costano meno di quelli offerti dalla concorrenza,  e si badi bene, europea. E questo è un fatto ormai acclarato in tutte le sedi. E poi la questione delle carrozze d’oro. Anche in questo caso è proprio la nuova gestione delle Ferrovie del Sud Est (FSI) ad ammetter che la consulenza tecnica del tribunale fosse del tutto errata. Si dice nelle carte che «si può affermare che il lavoro svolto dal tecnico incaricato dalla Procura della Repubblica non sarebbe stato sufficientemente approfondito e l’analisi operata dal consulente della Procura non avrebbe considerato aspetti tecnici di particolare rilievo quali il materiale usato nella realizzazione dell’opera e, più in generale, un’analisi del costo industriale che tenga conto delle caratteristiche tecniche e prestazionali del prodotto finito». Dunque quali sarebbero le prove della ruberia se i treni erano quelli che costavano di meno e la consulenza, che è costata a qualcuno la galera, era sbagliata? Strillare ai quattro venti che il tizio dei treni d’oro è il «dominus» di qualcosa, come lo sono invece spesso e volentieri i mafiosi, non fa bene alla qualità della stampa che dovrebbe essere imparziale e comprendere quando la battaglia è ormai persa. Lo scopo che noi vorremmo raggiungere, è quello della verità vera non viziata da convinzioni che hanno tutte il sapore di essere precostituite. Abbiamo sempre creduto in una giustizia giusta, e quando riusciremo ad avere il testo della decisione della Cassazione, con altrettanta serenità prenderemo atto delle decisioni assunte.

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