Sperperi certamente si,tangenti forse no, ci rendiamo conto delle nostre colpe sempre troppo tardi

Posted on by Lucio Marengo

A botta calda si sa che le parole corrono più veloci del pensiero, ma in casi come quello dell’incidente di ieri a Lecce,ci sembra che sia obbligatorio non uscire dal seminato se non vogliamo che tutto finisca in rissa e non si colgano le cause vere di quanto accaduto. Che pare proprio siano dovute alla distrazione del conducente e di come potere migliorare il servizio in termini di sicurezza evitando incidenti di questo tipo. Ciò lo si deve ai feriti e alla comunità tutta che in questo momento assiste sgomenta all’incidente che avrebbe potuto, a quanto si dice, avere conseguenze ben peggiori. Anche se, a onor del vero, ad una velocità di 50 km/h è ben difficile che qualcuno si potesse fare male seriamente. E forse male si sono fatti solo coloro che erano in piedi e/o non ben agganciati ai supporti di sostegno come suggerito dai cartelli ben visibili ed esposti all’interno del treno.Si è detto in queste ore che i soldi per la messa in sicurezza dei treni e della rete c’erano e che solo la sciatteria dei dirigenti delle Sud Est ne ha impedito l’erogazione. Non siamo dei contabili specializzati in finanziamenti comunitari ma sappiamo molto bene che per indire una gara ad evidenza pubblica occorrono mesi se non anni. E quando poi la gara viene vinta, ecco che i perdenti propongono immediatamente ricorso – se va bene solo al TAR – ma il più delle volte anche al Consiglio di Stato. Mediamente i tempi tra la pubblicazione della gara in gazzetta ufficiale e la sua aggiudicazione in Italia sono dell’ordine di tre o quattro anni. Se tutto va bene. Quindi sostenere che i soldi c’erano ma che non si è stati in grado di spenderli è invero, oltre che riduttivo, anche non aderente alla realtà del nostro Paese che nel suo complesso sta rischiando di perdere 31 miliardi di euro a causa proprio dei ritardi stato-regioni e come, ha detto Il ministro De Vincenti,a causa anche dell’iter barocco burocratico di Bruxelles. Quindi ci pare proprio che le pur stanche e forse incapaci FSE siano state davvero in buona compagnia. E ci pare anche molto frettoloso e forse anche superficiale sostenere nei TG o sui giornali, che i soldi per la sicurezza c’erano ma che sono stati spesi per le tangenti ai politici. Fare questo significa alimentare nell’opinione pubblica il disamore per la politica oltre che prestare il fianco a quel populismo e quel pressappochismo che non fa di certo bene al Paese. Gli avvisi di garanzia a cui sono giunti gli organi inquirenti,non si riferiscono affatto ad accuse riguardanti il pagamento di tangenti. Chi lo dice o non è informato o sta cercando di buttare benzina sul fuoco al solo scopo dié paterles bourgeois.Ma visto che ci siamo, non possiamo che osservare che nei 23 anni che hanno preceduto l’attuale proprietà, alle FSE non si sono registrati incidenti ferroviari gravi nonostante siano note le carenze tecniche economiche ed organizzative delle Sud Est. Insomma ci pare che continuare all’infinito la solfa delle tangenti peraltro non provate, non trovate e non dimostrate sia solo una semplicistica risposta “da bar” ad un problema infrastrutturale serissimo e preso da troppo tempo sotto gamba sia dal ministero che dalla regione e forse anche dall’Europa e che riguarda la nostra regione e il suo sviluppo.Quando si troveranno le prove del pagamento di tangenti non soffermandosi solo ai forse o ai magari o chissà dove saranno andati a finire quei soldi, vorrà dire che ci uniremo anche noi alla schiera di coloro i quali vogliono adesso la testa dei vecchi amministratori. Ma fino ad allora confidiamo nella magistratura e sulla innocenza degli individui. Appunto fino a prova contraria.

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