Strage di Corato, adesso potremo chiamarla strage di Stato?

Posted on by Lucio Marengo

È questa la frase pronunciata ieri dai familiari e sopravvissuti dell’incidente di Corato che hanno voluto così commentare l’accoglimento da parte del tribunale di Trani, della loro richiesta di responsabilità civile del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti della strage ferroviaria del 12 luglio 2016. Nel procedimento sullo scontro fra treni che causò la morte di 23 persone e il ferimento di altri 51 passeggeri, rischiano il rinvio a giudizio 18 persone tra dirigenti e dipendenti della società Ferrotramviaria e del Ministero accusati, a vario titolo, di disastro ferroviario, omicidio colposo, lesioni gravi colpose, omissione dolosa di cautele, falso e violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Quest’ultimo capo d’accusa è lo stesso perseguito anche dal tribunale di Lecce (sostituto procuratore Paola Guglielmi) e che coinvolge i due manager delle Ferrovie del Sud Est Andrea Viero (da Trieste) e Andrea Mentasti (da Varese)?

Da tempo è stata avviata infatti un’indagine della quale in verità non si sa più niente, sulle norme di sicurezza disapplicate da FSE negli ultimi due anni, sull’intero sistema della società che gestisce 474 chilometri di linee, collegando fra loro le città di Bari, Taranto e Lecce. A quanto pare sono state disattese dai due ex manager, alcune tra le più ovvie norme in tema di sicurezza del lavoro e del trasporto tra le quali anche la decisione di lasciare in circolazione dei mezzi obsoleti e privi delle necessarie manutenzioni. Va detto infatti che solo per un caso, nei diversi e gravi incidenti che hanno caratterizzato l’anno di commissariamento di Viero alle Sud Est, non si sono registrati feriti gravi. Anche con riguardo al crac delle FSE, il Ministero sta cercando di sgusciare fuori dalle proprie responsabilità proprio come aveva cercato di fare con Ferrotramviaria. Ma come si vede, la verità prima o poi viene a galla. Sempre.

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