Ecco come stupirsi dell’acqua calda, giudizio negativo di Emiliano sulla cessione dell’Ilva

Posted on by Lucio Marengo

Riceviamo e pubblicgiamo

In un articolo della Repubblica viene oggi riportato il durissimo giudizio del governatore pugliese Michele Emiliano sul decreto che assegna l’Ilva alla cordata Arcelor-Marcegaglia. “L’aggiudicazione – si legge nell’articolo – a un gruppo che è già al massimo della quota che si può possedere per le regole sulla concorrenza europea – rimarca Emiliano – la dice lunga sull’indifferenza del ministro Carlo Calenda e dell’intero sistema politico italiano per la sopravvivenza strategica della fabbrica. Stanno facendo patire ai tarantini danni enormi alla salute per nulla, perché in realtà questa storia della strategicità della fabbrica ai fini dell’industria italiana è una balla”. Perché lui cosa sta facendo con l’acquedotto pugliese? Che fine ha fatto la costituzione del tavolo tecnico sull’acqua pubblica? Emiliano forse  ha in cantiere la cessione di AQP? E a chi può cederlo se non ai soliti poteri economici facendo patire ai pugliesi i danni enormi derivanti da questa cessione. Il suo intervento sulla cessione dell’Ilva ci pare come al solito un intervento tardivo, una excusatio non petita. Così come tardivo pare quello sul riordino ospedaliero, sulla TAP, sulla Xilella, sulla qualità dei servizi di trasporto e sulla sicurezza dei binari pugliesi.Il governatore su tanti temi importanti ci pare dunque fuori tempo massimo. Forse il ritardo è anche dovuto all’impegno profuso da Emiliano nella impari sfida con Renzi & Co. il cui risultato pensiamo gli abbia procurato ancor più dolore della frattura del tendine di Achille. In tutti questi anni il nostro caro Emiliano ci pare abbia però ben convissuto con i poteri forti ed abbia trascurato tanti, troppi temi. Emblematica ci pare sul punto la questione del procedimento penale del rating il cui pm di Trani, Michele Ruggero, si è lamentato di essere stato “lasciato da solo”. E quindi adesso lamentarsi dell’intero sistema politico ci pare del tutto inutile. La questione delle società di rating è la rappresentazione del potere vero, quello contro cui nulla si può fare. Quella più temibile è la Moody’s, il cui maggiore azionista èil miliardario americano Warren Buffett. Il secondo azionista è Fidelity guarda caso uno dei più grandi gestori di fondi di investimento del mondo. E poi anche la Morgan Stanley quella dei derivati che sono costati allo Stato italiano oltre 4 miliardi di euro. Si capisce che stare nel capitale di chi determina i destini di una miriade di società magari è utile per avere accesso a informazioni privilegiate. A suo tempo anche la Regione Puglia aveva investito in derivati tossici. E si è vista costretta a riacquistare nel 2015 titoli obbligazionari regionali per un valore nominale di 810 milioni di euro e poi successivamente ancora titoli per 60 milioni di euro con contestuale chiusura totale del contratto derivato con la banca Merrill Lynch. Forse qualcuno ricorderà la lettera riservata di Vendola all’allora primo ministro “Caro Monti, ferma le banche”. Praticamente la banca d’affari Merrill Lynch pare avesse convenuto di rinegoziare il debito contratto dalla Regione Puglia a patto che non venissero rivelate pubblicamente le condizioni pare allo scopo di evitare che altri facessero lo stesso perché in tutto, i comuni e le regioni, pare avessero sottoscritto derivati per 193 miliardi. Nichi Vendola scrisse dunque a Mario Monti una lettera contenente un pesante atto di accusa nei confronti degli ultimi governi e dei loro rapporti con le lobby bancarie. “La mobilitazione delle lobby finanziarie – denunciò il governatore – ha esercitato con successo ogni possibile pressione sugli organi istituzionali per evitare l’emanazione di uno schema di regolamento”.Purtroppo però Vendola non fece altrettanto per contrastare né la Xilella né l’inquinamento dell’Ilva. Lasciando così ad Emiliano l’impossibile compito di sbrogliare la matassa. Con risultati zero. Crediamo infatti che a nulla servirà ad Emiliano fare la voce grossa contro un sistema finanziario-industriale-bancariodavvero troppo forte anche per il “gladiatore” e contro quel muro di gomma rappresentato da questa classe dirigente che, nonostante tutti i danni che ha fatto, è ancora lì a godersi sontuosi stipendi e pensioni. Basta vedere che la direttora Cannata è ancora lì a “cannare” le emissioni di obbligazioni statali… Altro che vitalizi da fame contro cui quotidianamente strilla Grillo per incitare quelle folle che non sanno che i veri scandali non sono i vitalizi da qualche migliaia di euro, ma questi criminali dai colletti bianchi che manco Grillo è in grado di impensierire. Con 4 miliardi di euro regalati alle lobby finanziarie quanti vitalizi potrebbero pagarsi? Quante ristrutturazioni dell’Ilva? Quanti nuovi posti di lavoro per i giovani? Altro che RED. Di red, cari miei, ci sono solo le casse della Regione…

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