Telenovela Sud Est 30 puntata tra la indifferenza di chi dovrebbe controllare e non lo fa

Posted on by Lucio Marengo

Nel corso dell’audizione tenutasi oggi alla V commissione del consiglio regionale niente di nuovo. Mentasti, l’attuale AD ha dichiarato tra le altre (inutili) cose che al momento del commissariamento, le Ferrovie Sud Est hanno registrato una perdita, stimata da Deloitte, di 219 milioni di euro. Il 12 gennaio del 2017 è iniziata quindi la procedura di concordato preventivo che si concluderà in un modo o nell’altro, il 23 gennaio del prossimo anno. In pratica Mentasti pare essersi scusato del fatto che FSI non abbia ancora combinato niente ma che si debba ringraziare, se FSI si è presa quel carrozzone e quella forte perdita accumulatasi in oltre vent’anni di gestione Fiorillo. La domanda sorge spontanea: ma quando FSI è intervenuta al “salvataggio” delle Sud Est, forse non sapeva che la famosa relazione Deloitte tra il chiaro e lo scuro, aveva evidenziato tale perdita? Tutti i giornali nazionali ne hanno parlato. FSI non poteva non sapere in che situazione si stava mettendo. E infatti a tavolino, o in altra maniera, FSI si è accordata con il Ministro Delrio. Quale pazzo si sarebbe mai presa una azienda con 219 milioni di perdita? O un genio miliardario della finanza o solo qualcuno che già sapeva che quei soldi non li avrebbe mai scuciti. Come fare allora per centrare l’obiettivo ministeriale che era poi quello di salvarsi la faccia senza che sembrasse un aiuto di Stato? Ovvio, non tirare fuori neanche un euro! E dunque regalare il pacchetto azionario di Sud Est a FSI in cambio di una radicale ricapitalizzazione (una farsa). Ma invece tutti d’accordo, ecco che FSI ha messo solo qualche spicciolo nell’iniziativa e solo perché obbligata dagli eventi. Poi in simpatica armonia (o peggio?) tra Ministero e altra Istituzione ecco avviare le FSE ad un “lieto” concordato preventivo lacrime e sangue. I creditori non privilegiati incasseranno (sempre se il concordato verrà accettato dalla platea dei creditori) dal 2019 in poi solo la metà delle somme. Se si considera che sull’imponibile falcidiato dal concordato “pesano” l’Iva e le imposte, capirete che praticamente ai creditori non arriverà un tubo. Quello che è successo alle FSE ci pare sia stata una vera e propria truffa perpetrata ai danni dei tanti creditori. In breve le FSI sono arrivate a Bari “spintaneamente” su ordine di Delrio dichiarando sottovoce che non avrebbero messo neanche un euro. Il Ministero ha dunque promesso un aiutino di facciata di 70 milioni (mai immessi in circolazione) che pare siano tenuti prigionieri da qualche parte nelle branche della contabilità di Stato. La ristrutturazione verrà dunque pagata per il 50% dai fornitori e per l’altro 50% dal canone munifico che la Regione continua a pagare a Fse a fronte di un servizio ridicolo. In Italia si fa tanto di parlare dei soliti privati speculatori e affaristi, nel caso delle FSE abbiamo visto come lo Stato sia il primo a comportarsi come non dovrebbe. E lo vediamo tutti i giorni e ormai da troppo tempo. FSI si è presa un’azienda che produce utili di 20 milioni all’anno senza colpo ferire e che gli è stata regalata. Questi maghi del management vogliono anche convincerci prendendoci per i fondelli, che FSI si sia impegnata a fondo sia organizzativamente che finanziariamente? Ma ci faccia il piacere. Nel 2019 quando FSI si quoterà, l’innesto delle Fse coi suoi 400 km di rete ed un Salento tutto da sfruttare farà registrare multipli azionari da paura. Multipli pagati dai fornitori di quello schifo. Senza mettere un euro, con quel po’ po’ di contratto in mano, l’avremmo presa anche noi…e forse avremmo fatto di meglio!

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