Un filo rosso sangue collega Ferrovie dello Stato, Ferrotramviaria, e Ferrovie del Sud Est

Posted on by Lucio Marengo

Un filo rosso sangue collega Ferrovie dello Stato, Ferrotramviaria e Ferrovie del Sud EsSono uscite finalmente le motivazioni con le quali i giudici del tribunale di Lucca hanno condannato a 7 anni l’ex ad di Ferrovie Mauro Moretti. La strage di Viareggio, si legge, “è dovuta a situazioni di pericolo perduranti nel tempo derivanti da carenze strutturali nonché da scelte di politica aziendale che non dovevano e non potevano sfuggire all’ad Moretti e all’ad di Rfi Elia e di cui comunque entrambi erano (o potevano e dovevano essere) a conoscenza”. Come si ricorderà i pm avevano chiesto per Moretti una condanna a 16 anni ritenendolo il massimo responsabile delle omissioni di Ferrovie in materia di analisi e valutazione dei rischi connessi al trasporto di merci pericolose. La sentenza ci pare anticipi già quello che potrebbe essere l’esito del processo alla Ferrotramviaria. Infatti dopo il sopralluogo e le varie audizioni tenutesi presso la Prefettura e presso il Senato,” l’indagine (su Ferrotramviaria) evidenzia come appare evidente la debolezza del sistema dei controlli, delle concessioni, delle competenze e della geografia delle responsabilità”. Ciò è stato evidenziato dalla commissione d’inchiesta del Senato sugli infortuni sul lavoro che ha approvato la Quarta relazione intermedia sull’attività svolta. Per Ferrotramviaria, concessionaria della linea in cui morirono 23 persone “l’effettiva gestione della sicurezza dei lavoratori, del trasporto e dell’esercizio della tratta presenta lacune e superficialità e un’attenzione meramente formale all’organizzazione di una impresa ferroviaria”. I due casi estremi che purtroppo hanno visto perire nei due incidenti 55 persone (32 a Viareggio e 23 a Andria) si collegano alla catena di comando delle Ferrovie del Sud Est. L’allora commissario Viero autorizzò infatti nel luglio del 2016 la circolazione dei treni in condizioni fatiscenti. Carrelli rotti, ruote consumate, manutenzione dei freni scadute. Questo fatto che è stato stigmatizzato solo da una parte della stampa, forse quella non filogovernativa, è passato sotto silenzio ma non per il sostituto procuratore Paola Guglielmi che ha fatto recapitare all’ex legale rappresentante delle FSE ben due avvisi di garanzia, uno legato proprio alla violazione delle norme di sicurezza dei luoghi di lavoro. Praticamente lo stesso capo di imputazione che riguarda la Ferrotramviaria e di cui si è occupata la commissione d’inchiesta del Senato. Un caso fotocopia. Nella situazione che coinvolge penalmente Viero fortunatamente nessuno si è fatto male ma il rischio è stato altissimo e ci sono parsi fin da subito, e gravissimi, anche gli opportunistici silenzi opposti dai dirigenti delle Sud-Est che forse per compiacere l’ex commissario governativo Viero, che pare avesse un gran brutto carattere, hanno dato l’ok alla circolazione dei treni in quelle condizioni. E adesso salta fuori che un macchinista di una delle due littorine delle Ferrovie del Sud Est coinvolte nell’incidente del 13 luglio scorso a Galugnano aveva la licenza di guida sospesa da ben 5 mesi, ma che ciò nonostante conduceva lo stesso il treno 554. Ci pare quindi confermata l’attitudine delle Ferrovie dello Stato, e in questo caso la sua controllata FSE, a quelle situazioni di pericolo citate nel dispositivo di condanna“perduranti nel tempo derivanti da carenze strutturali nonché da scelte di politica aziendale che non dovevano e non potevano sfuggire all’ad”. Quindi non potevano certo sfuggire all’attuale ad Mentasti, il quale, appena successo l’indicente di Galugnano che solo per un puro caso non ha causato feriti gravi, pare abbia presentato a Mazzoncini le proprie dimissioni forse nel tentativo di allontanare da sé ogni possibile conseguenza di carattere penale. Ma poi le dimissioni le ha ritirate forse attratto dal suo ruolo prestigioso all’interno del gruppo FS e forse anche dal lauto stipendio. Tuttavia ecco che la sua vicenda si intreccia con quella del suo “collega” Moretti al quale è stata comminata una pena di 7 anni. E infatti quando parliamo di –situazioni di pericolo perdurante nel tempo– oppure come nel caso di Ferrotramviaria –di effettiva lacuna nella gestione della sicurezza dei lavoratori, del trasporto e dell’esercizio della tratta– non possiamo non stigmatizzare il comportamento dei vertici delle FSE, che hanno lasciato che un loro dipendente, il macchinista coinvolto nell’incidente, circolasse senza patente e peraltro già colpito da una precedente sanzione per avere superato un segnale rosso. Il che ha comportato per lui addirittura la ripetizione degli esami. Al solito da Ferrovie del Sud-Est la solita smentita che però non convince più nessuno stante il fatto che la commissione di inchiesta della Agenzia Nazionale della Sicurezza e anche la Digifema che sta conducendo una propria inchiesta parallela, confermano in peno la circostanza che già nel giugno scorso erano emerse diverse e gravi criticità nella gestione dell’esercizio ferroviario da pare dei vertici di FSE. Ci pare che quando Viero ha consegnato le stanche FSE nelle mani di Ferrovie dello Stato vi abbia inserito anche una pillola avvelenata nel tentativo di scaricare su altri, in questo caso su Mentasti, le proprie mancanze sia per quanto riguarda la conduzione dissennata delle Sud-Est nel suo anno e mezzo di reggenza che dal suo evidente disprezzo nei riguardi della sicurezza. La politica e i gruppi di interesse erano così impegnati a dare la caccia a Fiorillo, che si sono completamente dimenticati di cosa vuole dire gestire una impresa ferroviaria. Ieri il governatore Emiliano nella riunione riguardante la crisi del trasporto in Puglia, ha sostenuto che “con il nuovo management delle Ferrovie del Sud Est i rapporti sono ottimi, non sono per nulla tesi e non c’è nessuna guerra in corso. Revocare la concessione? Ma non scherziamo stiamo lavorando per risolvere i grossi problemi ereditati dal passato. Spero che la magistratura individui e punisca i colpevoli di questo disastro, ma con le Ferrovie del Sud Est i rapporti sono ottimi”. Dopo quanto emerso oggi e a alla luce della sentenza Moretti, il nostro Emiliano da buon magistrato, si sarà sentito tremare i polsi per la sua avventata dichiarazione. Appare infatti di tutta evidenza che nessuno ha vigilato né prima né dopo la gestione Fiorillo. E la Regione ha avuto un ruolo non secondario proprio a che si realizzassero quei grossi problemi di cui ha detto ieri Emiliano. E anche noi come lui, auspichiamo da tempo, che finalmente la magistratura, ma quella vera, individui le reali cause del dissesto delle Sud Est. Ma non solo dal punto di vista dei soldi che pare siano spariti, ma anche e soprattutto delle responsabilità della Regione per le eclatanti mancanze e responsabilità che l’ex assessore Giannini ha cercato in ogni modo di nascondere. Ma quello che ci sta tanto a cuore è che finalmente emerga ciò che ci pare sia il sottostante della questione Fiorillo. Ci riferiamo cioè al disegno strategico (mancato) della creazione di quella ferrovia pan-regionale che comprendesse le Ferrovie del Sud Est, la Ferrotramviaria e la Gargano a capo della quale pare dovesse andare, guarda caso, proprio quell’ingegnere che con la sua perizia ha appiccato l’incendio alle FSE. A pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina.

About the Author