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VERGOGNATEVI!!!

La richiesta di ritiro del DDL Scuola da parte del Comune di Bari non è passata perché è mancato il numero legale al momento del voto: Delle Foglie, Anaclerio, Di Giorgio e Picaro si sono allontanati dall’aula

docenti

Ieri 5 giugno 2015 il Consiglio Comunale di Bari si è riunito per approvare un documento da inviare a Renzi, con il quale gli si chiedeva di ritirare il disegno di legge  “La Buona Scuola”.

Grande assente è stato il sindaco Antonio Decaro, ufficialmente a Roma per impegni istituzionali. La discussione è stata incentrata su due distinte proposte: una redatta dal consigliere Marco Bronzini e l’altra dal Movimento 5 Stelle. Presenti 12 consiglieri di maggioranza su 26 e 8 consiglieri di opposizione su 10, per un totale di 20 rappresentanti del popolo.

consiglio comunale di bari ddl scuolaPer la prima volta in Puglia, un Consiglio Comunale si è riunito per contestare la riforma sulla scuola firmata dal premier Matteo Renzi. Dieci giorni fa, platealmente, i consiglieri di maggioranza avevano presenziato un’assise cittadina con il lutto al braccio in segno di solidarietà nei confronti del mondo della scuola. L’obiettivo della seduta monotematica di ieri era quello di indurre il sindaco Antonio Decaro, renziano di ferro, a farsi portavoce presso il Governo centrale della richiesta del ritiro del provvedimento, sollecitata sia dalla destra sia dalla sinistra.

Al momento del voto, “stranamente” quattro consiglieri si sono allontanati dall’aula, facendo mancare il numero legale. Proprio il consigliere Marco Bronzini, presente ieri sera alla fiaccolata organizzata dai docenti, palesemente contrariato e deluso da quanto accaduto, ha reso noti i nomi dei consiglieri che hanno abbandonato l’aula Dalfino. Si tratta di Silvestro Delle Foglie (PD), Alessandra Anaclerio (Realtà Italia), Giuseppe Di Giorgio (Realtà Italia) e Michele Picaro (Forza Italia).

Davanti a docenti infuriati che contestavano il PD e il suo progetto di riforma della Scuola e gli chiedevano come mai non avesse ancora abbandonato il partito, Bronzini ha risposto: “Il miglior modo per contestare le scelte del mio partito è quello di restare e lavorare dal di dentro. Abbandonare significherebbe lasciare campo libero a chi invece ha altri progetti. Io e tanti colleghi che la pensano come me restiamo“.

E’ innegabile che in questo momento storico il PD appare spaccato. Lo stesso Emiliano che più volte ha affermato di non condividere il DDL “La Buona Scuola” sembrerebbe in rotta con Renzi, al punto tale che alla vigilia delle elezioni, il Premier in transito da Bari non lo avrebbe neanche incontrato e dopo le elezioni nemmeno cercato per i consueti auguri di buon lavoro. Insomma, tutto porta a credere che, all’interno del PD, sia prossima una resa dei conti.

Tornando al mancato voto di ieri, sono stati inevitabili i fischi e le contestazioni dei numerosi insegnanti presenti in aula, testimoni di una delle più brutte pagine della storia del Consiglio Comunale di Bari. Non è stato un bel segnale davanti ai tantissimi docenti che, sfidando il caldo e gli impegni personali, si sono visti voltare le spalle da chi poco prima aveva dato l’illusione di appoggiarne la protesta.

Gli stessi consiglieri, peraltro, per loro stessa ammissione, sono rimasti sorpresi dalla presenza massiccia del mondo della scuola, segno evidente di un malessere dovuto alla percezione di una riforma piovuta dall’alto, redatta da chi il mondo della scuola lo conosce poco.

Tutti i  gruppi politici, nelle loro dichiarazioni durante il dibattito in aula, si erano proclamati contrari al DDL “La Buona Scuola”, con palesi attestati di stima e manifestazioni di solidarietà nei confronti dei docenti presenti.

Al momento del voto, la beffa!

La richiesta di ritiro dell’odiato DDL, che sembrava dovesse essere approvato all’unanimità, non è passata perché i suddetti 4 consiglieri sono usciti dall’aula facendo mancare il numero legale.

I consiglieri Delle Foglie, Anaclerio, Di Giorgio e Picaro con il loro gesto hanno compiuto un gravissimo affronto non solo nei confronti dei docenti, ma anche degli studenti e delle famiglie che con la loro protesta hanno bocciato nei fatti il DDL “La Buona Scuola”.

Ora costoro devono solo vergognarsi per quanto accaduto e prendersi le loro responsabilità davanti agli elettori: ieri non ci hanno regalato una pagina di buona politica.

Lumare

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