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VINITALY 2019: VIAGGIO tra TRADIZIONE ELEGANZA E CULTURA del VINO

Anche quest’anno Vinitaly si è aperta al mondo con una rassegna forte di oltre 100mila metri quadrati netti, 4.600 espositori, con buyer esteri rappresentati provenienti da 143 paesi. Vinitaly è stata una fantastica celebrazione della qualità e della biodiversità del patrimonio culturale e vitivinicolo che rispecchia un Paese che ha più di 600 indicazioni geografiche, il numero più alto in Europa. Per la maggior parte delle persone intervistate il vino significa tradizioneeleganza e cultura. Per gli italiani, soprattutto, il vino va oltre lo status symbol: rappresenta un tassello fondamentale della cultura tricolore. Una notorietà del brand non fine a se stessa: Vinitaly parla attraverso tutti i canali possibili, per creare un rapporto sempre più coeso tra il mondo dei produttori e quello dei consumatori. Quello tra gli italiani e il vino è un rapporto edonistico fatto di soddisfazione dei sensi più che di conoscenza del vino stesso.

 “Un comparto come quello vitivinicolo – ha detto Di Maio – aiuterà sicuramente lo sviluppo nazionale in maniera fondamentale anche quest’anno. Il vino rappresenta uno straordinario volano per il nostro export ed essere qui al Vinitaly significa ringraziare tutti i nostri imprenditori che portano nel mondo un’eccellenza del made in Italy, che contribuisce alla fama del brand Italia. Esportiamo vino italiano anche in Cina. Oggi si lavora non solo sulla quantità, ma anche sul valore perché quando si ragione di vino ci si riferisce ad un mondo che possiede una forte componente di identità culturale, legame con la terra e rispetto per la biodiversità”.

Tra le principali novità di quest’anno, le masterclass dedicate ai vini artigianali, il nuovo salone Vinitaly Design e l’Organic Hall. In un contesto in cui i mercati sono sempre più attenti alla trasparenza, ai temi ambientali ed etici, aumentano le etichette di vini biologici anche nella directory di Vinitaly: quasi 3.300 su 18 mila etichette presenti sono vini biodinamici o realizzati con tecniche di agricoltura biologica.Per questo motivo è stato creato un nuovo spazio, l’Organic Hall, dedicato ai vini biologici prodotti secondo la normativa europea, che a sua volta accoglie il VinitalyBio, organizzato in collaborazione con Federbio e la collettiva dell’associazione Vi.Te, che da sette anni collabora con Veronafiere per rappresentare i vini artigianali. L’incremento della superficie in fiera è finalizzato ad aumentare la visibilità delle aziende che hanno puntato di più sulla sostenibilità delle produzioni e, nel caso dei vini artigianali, ad accrescere la consapevolezza dei buyer rispetto a queste tipologie di prodotti. La nuova ubicazione di VinitalyBio e dei produttori artigianali ha liberato spazio per nuove aziende nella collettiva dei vignaioli indipendenti di Fivi, in costante crescita anno su anno. Vinitaly Design, invece,rappresenta la sintesi di un’importante razionalizzazione che ha interessato Enolitech, sempre nel padiglione F. Dalla vigna alla cantina, dal campo al frantoio passando dalla birrificazione, è questa la suggestione di questa parte espositiva. Al suo interno sono proposti tutti quei prodotti e accessori che completano l’offerta legata alla promozione del vino, dall’esperienza sensoriale e all’accoglienza: oggettistica per la degustazione e il servizio, arredi, packaging. La nuova iniziativa permette di mantenere all’interno di Enolitech unicamente le tecnologie e le attrezzature per la produzione di vino, olio di oliva e birra. Qui è possibile trovare le migliori soluzioni hi tech e digital per la vitivinicoltura, l’olivicoltura e la produzione di birra. Spazio soprattutto alla sostenibilità, con attrezzature e strumenti green per rispondere a esigenze di filiera sempre più a basso impatto ambientale.

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