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8 agosto 1991 giunge a Bari la nave della disperazione e della speranza Vlora.

Ventitrè anni fa alle prime ore del mattino giunge una motonave carica di una massa umana impressionante; era il periodo feriale ed a Bari c’era poca gente, primo fra tutti un grande sindaco, Enrico Dalfino, che si recò al porto di Bari prima ancora che la marea di disperati sulla nave Vlora  sbarcasse. Non c’era nessun rappresentante del mondo istituzionale perchè tutti in vacanza: il prefetto,il comandante della polizia municipale, e persino il vescovo. Sono queste le parole della moglie del sindaco : quando uscì di casa però non immaginava neppure lontanamente quello a cui stava andando incontro. Dopo qualche ora mi telefono dicendomi che c’era una marea di disperati, assetati, disidratati, ed aveva una voce così commossa che non riusciva neppure a completare le frasi. Non dimenticherò mai l’espressione che aveva quando tornò a casa alle tre del mattino successivo. Sono persone,ripeteva, persone disperate, non possono essere rispedite indietro, noi siamo la loro ultima speranza. Di questa drammatica vicenda indimenticabile per chi come me da semplice consigliere comunale offrì la propria modesta ed allucinante collaborazione, in condizioni assurde e irripetibili. Ventimila persone arrampicate come formiche alla ricerca della libertà e di un nuovo possibile futuro.

dalfino
Enrico Dalfino, Sindaco di Bari ai tempi del Vlora

La motonave Vlora, il giorno prima era giunta in Albania proveniente da Cuba con un carico di zucchero. ed appena terminate le fasi di scarico fu oggetto di un assalto disperato da parte di circa ventimila albanesi in fuga che costrinsero il comandante a togliere gli ormeggi e fare rotta verso l’Italia, a Bari. Molti ricorderanno che a Bari i profughi vennero parzialmente trasferiti all’interno dello stadio della Vittoria e parte nel porto, molti riuscirono a fuggire per altre direzioni. Fu fatto in quei giorni tutto ed il contrario di tutto per sopperire alle necessità di quella povera gente, e nonostante ciò ricordo la frase infelice dell’allora Capo dello Stato Cossiga che inopportunamente ed ingiustamente diede del cretino al prof. Dalfino sindaco di Bari, per l’opzione di sistemare quella marea umana in un posto dove  era possibile controllarla. L’8 agosto di quest’anno, ricordando questo evento drammatico Antonio Decaro, sindaco di Bari e figlio del mio collega ed amico Giovanni, onora la grande figura di Enrico Dalfino gentiluomo e galantuomo della politica.

Lucio Marengo

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