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Allora arrestateli tutti!

Questo giornale si è impegnato, diremo, incaponito nel cercare di capire il perché, nonostante tanti e tanti elementi a favore degli indagati, questi signori siano stati arrestati per bancarotta.
Abbiamo letto pagine e pagine di articoli di giornale non sempre disinteressati, abbiamo ricevuto decine di email da cittadini che si chiedevano (e ci chiedevano) se lo scandalo delle Ferrovie del Sud Est fosse dettato da ragioni squisitamente politiche perché da quando non c’è più Fiorillo il servizio è naufragato. Siamo stati fermati per strada da cittadini che lamentavano questo nostro interesse nei confronti di chi era stato attratto da misure cautelari. Abbiamo letto i libretti di questo o quel giornalista, abituati come sono a sguazzare nel torbido. Registrato le puntate televisive che parlavano dello scandalo dei treni d’oro. Abbiamo partecipato alle udienze ove abbiamo assistito a balbettii da parte del grande accusatore di Fiorillo che tra un ricordo e un non sapevo, ha fatto la figura che gli è propria, quella cioè di boiardo di Stato. E niente di più. Ma la cosa che più ci ha stupito sentendo e leggendo le cronache giudiziarie, è la questione relativa a quei treni usati che sono stati acquistati da Ferrovie del Sud Est alla fine del 2007 e poi, dopo essere stati ammodernati e consegnati nuovi fiammanti a FSE ai primi mesi del 2009, per inerzia o imperizia degli addetti ai lavori sono rimasti fermi ad ammuffire fino alla agognata autorizzazione ministeriale alla immissione in servizio. Chi li ha venduti, è stato arrestato. L’accusa, che è stata mossa dall’ex commissario Viero, recita che contrariamente alla offerta di vendita, i treni non fossero dotati di aria condizionata. La recente sentenza della cassazione, che ha letto le carte a differenza di quelli che parlano a vanvera, ha sostenuto che effettivamente tale installazione avrebbe potuto anche avvenire nel post vendita se Ferrovie del Sud Est lo avesse chiesto, e che i treni avrebbero comunque potuto circolare, bastava installare delle tendine parasole ed utilizzare per i due o tre mesi di canicola, l’impianto di aerazione forzata di cui i treni erano già forniti. Insomma, per 4 tendine un tizio è stato arrestato.
È di oggi la notizia che la Gazzetta del Mezzogiorno di Lecce pubblica a pag. 29 questa notizia: «troppo caldo sul treno delle Sud Est: malore per un invalido». Poco dopo la partenza l’uomo si è sentito male. «All’interno del treno ti sentivi bruciare e sono sceso dal treno a causa di una crisi respiratoria. Sono certo che un animale sarebbe stato trattato meglio. Vedevo tutte quelle persone che si recavano al lavoro, per non parlare dei turisti sudati, accaldati con lo sguardo sconvolto».
Che gli impianti di aria condizionata nei treni, in tutti i treni, faccia quasi schifo è la norma come peraltro sui bus: o troppo caldo o troppo freddo. Ma a quanto pare per le Ferrovie dello Stato, la punta di diamante che si è presa Ferrovie del Sud Est, dove sono stati assunti plotoni di raccomandati prelevati qua e là dai centri interinali, è sufficiente scusarsi mentre altri sono stati per lo stesso motivo arrestati. E allora quando il vostro autobus o il vostro treno non è a temperatura ideale, fate come Viero, fate un bell’esposto alla Procura. E troverete giustizia!

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