Puglia

AQP nuova società. Amati chiede l’intervento dei magistrati della Corte dei Conti

“Ora è chiaro. Emiliano sostiene la decisione di privatizzare Acquedotto pugliese. A questo punto scriverò al Magistrato della Corte dei conti delegato al controllo di AQP, dott. Carlo Greco, e alla sua sostituta, dott.ssa Fabia D’Andrea. Questo disegno sciagurato va impedito, perché in nessun modo possiamo avallare un progetto rivolto a interessi molto particolari e per niente chiari”.
Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, con riferimento alle dichiarazioni rese ieri in Consiglio regionale dal Presidente Michele Emiliano.
“Secondo il Presidente Emiliano il Consiglio di amministrazione di AQP è libero di agire in autonomia, qualora si tratti ‘di rimediare al fatto che i tubi perdono acqua’. Questa dichiarazione mostra in modo inequivoco che Emiliano ha condiviso la scelta di aprire ai privati e che sottovaluta i pugliesi al punto da voler far credere che AQP stia selezionando non un socio ma una decina di tubisti, più o meno come si fa a casa quando qualche sifone comincia a gocciolare” – prosegue Amati.
“Emiliano evita invece di considerare, sia pur nella sua scarna comunicazione, che AQP ha intenzione di selezionare un partner privato per costituire una società con durata superiore alla concessione – in violazione di una quantità di norme formali e di buona creanza –, per lo svolgimento di attività che l’azienda ha sempre svolto (attività rolling) e che sono il cuore della gestione della rete in esercizio. E che AQP non stia selezionando uno o più tubisti per i rubinetti della sede di via Cognetti o San Cataldo è dimostrato dal più eclatante paradosso: si vorrebbe conferire alla nuova società la progettazione per 637 milioni di lavori per ricerca perdite e risanamento, nonostante quell’attività sia già oggetto di gara addirittura prossima all’aggiudicazione. Insomma – conclude –, una serie di violazioni congiunte a sprechi, d’interesse per i magistrati addetti al controllo su AQP, per fare una cosa che punta a recidere l’idea su cui combattiamo dal 2009, cioè AQP società per azioni interamente pubblica”.

/comunicato

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