Politica Puglia

Autonomia delle Regioni, Longo: “Un vero tradimento ai principi basilari della Costituzione”

“Se il governo a trazione Lega-5Stelle deve cadere è bene che tanto avvenga sulla questione dell’autonomia differenziata – almeno nei termini in cui continua ad essere proposta dal Carroccio – e che il premier Giuseppe Conte non ceda ai ricatti politici dei governatori di Lombardia e Veneto, perché se si indebolisce lo Stato nazionale e soprattutto se lo si fa ai danni delle Regioni del Sud, il risultato non potrà che essere un aumento della differenza tra cittadini di serie A e di serie B e un vero tradimento ai principi basilari della Costituzione”.

Così il vicepresidente del Consiglio regionale pugliese, Peppino Longo, dopo che nei mesi scorsi ha siglato con altri consiglieri una mozione con cui si impegnano tutti gli organi regionali ad intraprendere ogni iniziativa per contrastare il procedimento avviato da alcune Regioni italiane ai sensi dell’articolo 116 della Costituzione, perché lesivo delle stesse disposizioni costituzionali che lo regolano e di quelle che impongono il dovere di preservare l’unità della Repubblica e l’eguaglianza dei cittadini. In particolare Longo fa proprio il grido di allarme lanciato dall’Ordine dei medici sulle conseguenze che l’autonomia differenziata potrebbe avere sull’unità del Paese e sul diritto/uguaglianza di tutti gli italiani nell’accedere al servizio sanitario nazionale. 


Una situazione che potrebbe aggravarsi ancora con l’imminente esodo pensionistico del personale medico e infermieristico. Ma non solo: “L’autonomia differenziata potrebbe anche avere una parziale giustificazione in paesi in cui le differenza tra le aree geografiche siano meno nette che in Italia, dove Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna generano il 40% del pil nazionale con una valore pro capite di circa 34mila euro, contro un valore medio di 18mila euro al Sud. Con queste cifre e in mancanza di seri provvedimenti di rilancio dell’economia del Mezzogiorno ci troveremmo di fronte ad un atto pericolosamente ostile.

Se vogliamo discutere di autonomia facciamolo, ma senza minimamente mettere in discussione un quadro istituzionale improntato appunto ai principi fondamentali di solidarietà e con i livelli essenziali delle prestazioni – non solo sanitarie – definiti e validi in egual modo in tutto il territorio. La sfida reale – ammesso ci sia realmente la volontà – deve essere quella di uniformare tali garanzie in un paese realmente democratico, e farlo lavorando assieme, Stato e Regioni del Nord e del Sud, e rifuggendo da progetti e tentazioni che nascondono in realtà una secessione dei ricchi”.

/comunicato 

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