Sanità

Brindisi, da gennaio non più possibile la partoanalgesia epidurale, Bozzetti: “La Regione si attivi per garantire la prestazione alle future mamme”

“Non possiamo permettere che da gennaio le future mamme della provincia di Brindisi che vogliano ricorrere alla partoanalgesia epidurale siano costrette a spostarsi nelle altre province pugliesi. Apprendiamo dai giornali infatti che la Casa di Cura Salus, l’unica a garantire il parto indolore nel brindisino, ha annunciato la chiusura del reparto di ginecologia, per questo chiediamo alla Regione e per il suo tramite alla Asl di attivarsi immediatamente per garantire la prestazione in altre strutture e non lasciare scoperto il territorio”.


Lo dichiara il consigliere del Movimento 5 Stelle Gianluca Bozzetti che ha depositato un’interrogazione urgente rivolta al presidente/assessore alla Sanità Emiliano per sapere quali iniziative la Regione intenda adottare per consentire che nell’ASL Brindisi sia effettuata la partoanalgesia in conformità a quanto stabilito nella delibera di Giunta n. 796/2017.
“La partecipazione dell’anestesista al percorso nascita deve essere vista non solo come la possibilità di abolire il dolore, ma anche come garanzia in caso di emergenza, così come accade in tutte le altre specialità chirurgiche. Inoltre – sottolinea Bozzetti – la possibilità di effettuare l’analgesia epidurale contribuisce a ridurre il numero di parti cesarei. Da qui la necessità di garantire un servizio fondamentale per la salute e la sicurezza delle donne”.


Nel Piano Operativo 2016- 2018, proposto al Ministero della Salute e al Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), è stata prevista l’implementazione della partoanalgesia nei punti nascita con un numero di parti maggiore di mille all’anno, quale parametro standard a cui tendere per assicurare la presenza di specialisti in Anestesia e Rianimazione e quindi garantire la sicurezza delle procedure analgesiche.


“Ho chiesto di conoscere quali siano gli esiti del monitoraggio effettuato dal Comitato Percorso Nascita Regionale, anche con riferimento all’adeguamento da parte delle ASL e delle Aziende Ospedaliere ai requisiti necessari all’effettuazione della partoanalgesia. Inoltre, è necessario sapere – spiega il pentastellato – quali azioni la Regione Puglia intenda attuare per consentire che nell’Asl di Brindisi si effettui la partoanalgesia, come previsto dalla deliberazione della giunta regionale n.796 che stabilisce che i direttori generali delle ASL e delle Aziende Ospedaliero Universitarie implementino la partoanalgesia nei punti nascita con più di mille parti all’anno, in quanto prestazione rientrante nei LEA. Naturalmente – incalza – senza l’adeguamento degli organici delle Unità operative di anestesia e rianimazione sarà impossibile garantire l’epidurale a tutte le future mamme che vorrebbero partorire senza dolore. La Ragione deve intervenire con urgenza per chiarire questa situazione che mette a rischio la sicurezza delle donne e indebolisce ancora di più un sistema sanitario già precario”.

/comunicato

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