Puglia

Carenza medici, DiT: “La nostra mozione/ricetta è stata approvata tempo fa e risolverebbe il problema, i colleghi M5S la facciano vedere a Taranto al ministro Grillo”

Dichiarazione congiunta dei Consiglieri regionali di Direzione Italia (Ignazio Zullo, Luigi Manca, Renato Perrini e Francesco Ventola). 
“Oggi il ministro alla Salute, Giulia Grillo, è a Taranto ci sarebbe piaciuto sottoporre alla sua attenzione una mozione che abbiamo presentato mesi e mesi fa, forse anni, in Consiglio regionale che è stata approvata all’unanimità. Siccome non è più come una volta, quando i portavoce grillini valevano ‘uno vale uno’ e quindi erano avvicinabili facilmente, non ci è stato consentito. Confidiamo che lo possano fare i colleghi consiglieri del Movimento 5 Stelle che sicuramente saranno a Taranto per incontrare i loro ministri. 
“Allora per risolvere il problema ormai tragico della mancanza di medici in Italia, non solo in Puglia, noi proponemmo una soluzione fattibile, ma della quale nessuno parla: perché non ovviare all’obbligo ‘della specializzazione’ (DPR 483/97) facendo rientrare in Italia giovani che da anni lavorano all’estero valorizzando il servizio prestato all’estero da medici, veterinari, farmacisti, odontoiatri, biologi, chimici, fisici e psicologi per un numero di anni pari alla durata del corso di specializzazione della disciplina attraverso uno o più esami curriculari del corso di specializzazione ed esame di tesi finale in una Università Italiana? Insomma, agevolando e snellendo per questi giovani medici italiani un percorso di specializzazione? 
“E’ noto (DPR 483/97), infatti, che l’accesso al Sistema Sanitario Nazionale per le categorie professionali dei medici, veterinari, farmacisti, odontoiatri, biologi, chimici, fisici e psicologi è subordinato al possesso della specializzazione ma se si valorizza l’attività svolta, anche all’estero, per un numero di anni pari alla durata del corso di specializzazione non declasseremmo certo il nostro SSN. Peraltro é previsto nella nostra normativa concorsuale che si possa diventare primari anche senza specializzazione purché si abbia prestato servizio nella disciplina specialistica per almeno dieci anni. 
“Se la nostra proposta fosse accolta dal governo giallo-verde potremmo far tornare in Italia quei professionisti considerati “cervelli” che molto spesso la politica vorrebbe riportare in Italia ma per i quali non fa nulla per davvero e offrire una soluzione alla carenza di medici nel nostro SSN”.

/comunicato 

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