Attualità Politica Puglia

Che fine hanno fatto i soldi di Ferrovie del Sud Est della legge 244/2007?

Avevamo fatto, un po’ di tempo fa, a proposito di Ferrovie del Sud Est, un pezzo dal titolo emblematico: caccia al ladro. Chi sia il ladro ancora non si sa. Nell’articolo anticipavamo quanto sta emergendo in queste ore dalla nebbia, vale a dire dalle puntuali notizie basate su fatti e documenti autentici, circa la presunta (inesistente) bancarotta. Le accuse che vengono rivolte a Fiorillo riguarderebbero soprattutto l’avere affidato incarichi senza gara e il falso in bilancio per avere iscritto a bilancio crediti nei confronti della Regione che sono stati certificati inesigibili, dalla Deloitte (sic!) – fornitrice ufficiale della stessa Regione, – in base ad una frettolosa valutazione, considerando: solo una piccola parte delle carte presenti in azienda, il poco tempo disponibile per redigere la due diligence; che qualcuno in FSE non ha messe a disposizione tutte le carte. Inoltre, è stato detto in tutte le salse che la gestione dell’ex Amministratore tarantino era a dir poco fallimentare. Ora, premesso che FSE non era una società di diritto pubblico e quindi non soggetta ad obblighi pubblicistici, chi ha detto che Fiorillo ha portato la FSE al default è quel Digiambattista, direttore generale del ministero, che dopo avere sempre plaudito alle iniziative di Fiorillo, ed aver sempre approvato i bilanci di FSE, una bella mattina si alza e gli rappresenta a brutto muso che «l’amministrazione regionale pugliese ha recentemente paventato che stante la situazione di insostenibilità la stessa ravvisa le condizioni per la rescissione in danno del contratto di servizio». Ripresosi dallo shock e dallo stupore immaginiamo che “il nostro” abbia ben rappresentato al voltagabbana di turno, che non solo il servizio era reso a condizioni contrattuali, ma che se (se) vi erano problemi finanziari, questo lo si doveva solo alla inadempienza degli uffici amministrativi regionali. È la Giunta Regionale infatti ad affermare che «…in generale si può affermare che le maggiori risorse (l’adeguamento del canone, ndr) non sono maturate a seguito di gestione scarsamente efficiente della Società, ma attengono al mancato adeguamento inflattivo del contratto di servizio». Non sono maturate a seguito di gestione scarsamente efficiente. E allora perché licenziare Fiorillo? Che appunto FSE non è defunta per incapacità manageriale, ma sol perché qualcuno non ha pagato il dovuto. Invero se proprio dobbiamo dire qualcosa circa la qualità del servizio, di certo dovremmo raccontare, degli innumerevoli incidenti e cancellazioni di treni che FSE ha patito a causa dei Commissari prima e di FS dopo. E su questo non ci piove. Ci stanno le denunce, gli avvisi di garanzia e le recenti multe milionarie fatte dalla Regione ad FSE a testimoniarlo. Sul punto occorre poi dire che si è detto enfaticamente che Fiorillo avesse creato una azienda fuori dalla azienda, quando invece è proprio la regione Puglia a confermare che a FSE mancassero i soldi. Che se l’azienda era “fuori” è sol perché la Regione “l’ha buttata fuori” non pagando il conquibus. Infatti «il DPCM individua anche le risorse da trasferire e prevede “che le risorse sono soggette a revisione per garantire l’attuale livello di servizio, in relazione al tasso d’inflazione”. Detta revisione non è stata effettuata da parte dei competenti ministeri». Ecco qua dimostrata la follia di questa situazione fantozziana: la Regione dice che il ministero non ha messo i quattrini, per cui FSE era al collasso, ma è il Ministero (Digiambattista) a sostener che è proprio la Regione a non averli messi ma striglia lo stesso Fiorillo perché la Regione si è lamentata del servizio! Incredibile ma è proprio così. Ma non basta. Su internet abbiamo visto pubblicate alcune note sul sito della Camera e della Regione Puglia. Si legge che la legge n. 244/2007 ha disposto all’art. 1, comma 295 “ Al fine di promuovere lo sviluppo dei servizi di trasporto pubblico locale, di garantire le risorse necessarie per il mantenimento dell’attuale livello di servizio, incluso il recupero dell’inflazione degli anni precedenti, alle regioni a statuto ordinario è riconosciuta la compartecipazione al gettito dell’accisa sul gasolio per autotrazione”. Quindi tutti noi abbiamo pagato qualcosa affinché le società ferroviarie potessero mantenere servizi adeguati. I soldi sono stati pagati dai cittadini ma mal gestiti dagli enti preposti, né tantomeno dalla Regione che si era (anche) lamentata del servizio (per poi tacere di fronte a quanto era avvenuto prima con Viero ed adesso con FS). Appropriazione indebita? Non sappiamo, forse una truffa? chi lo sa. Con deliberazione n. 1413/2013 la Giunta Regionale pugliese, stanti le limitazioni derivanti dalle disposizioni in tema di patto di stabilità, aveva provveduto ad individuare modalità alternative al trasferimento delle risorse spettanti a FSE come adeguamento del corrispettivo. Le risorse individuate dalla Regione, che era in deficit di “moneta” altro non erano se non la riduzione dei servizi aggiuntivi del contratto di servizio in essere, nonché la cessione del materiale rotabile, vale a dire i treni ATR. Tali modalità alternative ai soldi, dice la regione, non è stata praticata «in quanto la società non ha presentato alcuna riorganizzazione dei servizi che tenesse conto anche della riduzione dei servizi aggiuntivi, né ha formalmente accettato la soluzione proposta». Cosa si dice qui? Innanzitutto, che il socio Ministero non aveva accettato la prima transazione con la Regione e la relativa fantasiosa proposta, ma dopo altri incontri non si sa bene il perché, accettava la seconda transazione, elaborata da Fiorillo e Regione, confermando così che i crediti appostati nei bilanci erano approvati e ratificati in bilancio dal Ministero. Ed erano perciò validi. Poi come noto sono spariti per effetto delle elucubrazioni contabili da parte di qualcuno (Deloitte) che ha pensato bene di spazzar via oltre 100 milioni di euro sol perché il debitore (la Regione) aveva unilateralmente valutato I crediti fino al 2008, solo 72 milioni. Ma che fine ha fatto l’adeguamento del corrispettivo dal 2008? Perché la Regione o il Ministero non hanno fatto fronte? La promozione di Mautone a direttore generale è forse il premio per questa sfortunata stagione che ha consegnato nelle mani della speculazione un bene di noi tutti? Perché Digiambattista ha subìto la pressione della minaccia della rescissione del contratto da parte della Regione quando è proprio la Regione ad essere inadempiente e che, tra l’altro, aveva sostenuto che «…anzi, vero il contrario e cioè che il mancato tempestivo pagamento del debito, potrebbe generare gravi difficoltà a mantenere sufficienti standard di qualità del servizio ed il mantenimento delle attività di ordinaria amministrazione, ed anche a non procedere all’ improcrastinabile rinnovo e/o manutenzione del materiale rotabile a discapito della sicurezza dell’esercizio». E lo diceva, dunque autoaccusandosi, già nel 2013! Se la Regione o il Ministero non avessero pagato il dovuto, il servizio non avrebbe potuto essere erogato. Punto e basta! Cosa c’entra Fiorillo? La Deloitte, Viero, Delrio, Mautone, Calvello, Mentasti e i vari dirigenti di FSE Porcelli, Maggiore, Albanese, Lumaca, e i Regionali (e chi più ne ha ne metta) queste carte le hanno viste o mostrate o insabbiate? oppure grazie all’escamotage del cavillo contabile tirato fuori dal cilindro di quello che è diventato il grande accusatore di Fiorillo e perciò promosso direttore finanziario di FSE, hanno tutti concorso, insieme al Ministero e Regione, al tentativo di fare fallire Ferrovie del Sud Est? E poi, incredibilmente, alla Regione è stata anche concessa la costituzione di parte civile. Incredibile davvero. Ma si sa in politica tutto è possibile, perché di economico nel caso di FSE c’è davvero ben poco da dire, se non che, ci potremmo chiedere, se è stata programmato politicamente il fallimento di FSE? Prima o poi le verità negate e le reali responsabilità verranno fuori? O si perderanno per strada nella nebbia … come spesso accade nel nostro Paese?

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