Scienza e Tecnologia

Cosa accadrà ai dispositivi Huawei dopo il bando deciso dagli Stati Uniti

Il braccio di ferro tra l’amministrazione Trump e la cinese Huawei è ormai noto. Quanto meno azzardata è stata la decisione del governo statunitense di mettere al bando alcune imprese cinesi vietando loro di fare affari e stringere accordi con le aziende statunitensi. Questa la news che pubblicammo a metà maggio scorso Huawei messa al bando negli Stati Uniti: pugno duro contro alcune società cinesi.
Dopo l’incredibile presa di posizione delle Autorità d’Oltreoceano, si sono susseguiti una ridda di commenti e valutazioni con alcune delle “parti in causa” – come Google – che hanno provato a “mediare” cercando di spingere almeno su un parziale dietrofront.
Ciò che per il momento gli Stati Uniti hanno ottenuto è un inasprimento, anche a livello commerciale, dei rapporti con la Cina e con aziende come Huawei che ormai da decenni forniscono strumenti essenziali per il networking, adesso ancora più cruciali in ottica 5G.
Limitandosi ai soli settori consumer e prosumer, Huawei ha più volte dichiarato di essere ben organizzata per fronteggiare una decisione statunitense che viene considerata assolutamente ingiustificata (eventuali connivenze con il governo cinese o addirittura attività di spionaggio non sono mai state provate).
Tant’è vero che proprio in questi giorni è arrivata la conferma dello sviluppo di HongMeng (dovrebbe chiamarsi così anche in Europa), un sistema operativo alternativo ad Android e iOS che rompe il duopolio esistente.
Verosimilmente fork di Android, un po’ quello che Amazon ha fatto con il suo Fire OS, HongMeng permetterà di installare tutte le app del sistema operativo di Google pur non potendo utilizzare, al momento alcun servizio messo a disposizione dall’azienda di Mountain View, Play Store compreso: Huawei in forte crescita in Europa con il sistema operativo HongMeng sempre più vicino.
Ma cosa accadrà ai dispositivi Huawei già in possesso degli utenti o attualmente in commercio?
Huawei, che detiene la proprietà anche sulla controllata Honor, ha più volte ribadito che il provvedimento non riguarderà i modelli di dispositivi attualmente in commercio. Inoltre, i possessori di dispositivi Huawei e Honor continueranno a ricevere gli aggiornamenti di Google Play Store e dei Google Play Services.
Lo ha confermato Google stessa che spiega che la decisione draconiana assunta dal governo USA non impatterà in alcun modo sui dispositivi degli utenti Huawei e Honor, attualmente in loro possesso.

Fonte: ilsoftware.it

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